Siria: la Coalizione Nazionale cerca il dialogo

07/02/2013 di Redazione
Siria: la Coalizione Nazionale cerca il dialogo

60 mila morti e un milione di rifugiati, una guerra che dura ormai da quasi due anni. Dalla Coalizione Nazionale giunge una proposta di "exit-strategy" dalla guerra civile. Ahmed Moaz al-Khatib, leader del fronte delle opposizioni siriane, prova a trovare un accordo ma lanciando delle condizioni, tra cui il rilascio dei 160mila detenuti politici, arrestati dal regime dal marzo 2011 ad oggi. Al-Khatib ha dichiarato alla tv Al Arabiya di essere pronto ad incontrare il vicepresidente Farouk al-Shara. Ma Damasco non risponde, e la stampa vicina al presidente la giudica una mossa tardiva, una manovra meramente politica che arriva con due anni di ritardo. "La dichiarazione di al-Khatib arriva due anni dopo. In questo periodo giovani sono morti, sono stati feriti o esiliati, abbiamo perso infrastrutture e posizioni militari", commenta oggi un'editoriale del giornale Al-Watan. La proposta invece è stata accolta con favore, dall'amministratore statunitense. "Se il regime siriano è interessato alla pace, ha dichiarato la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, dovrebbe fermarsi e parlare conla Coalizione. Sosterremoal-Khatib". Lo scorso mese il il presidente Assad si era detto pronto a dialogare con le opposizioni, ma solo con quei gruppi che non avevano tradito la Siria e non erano diventati marionette nelle mani dei poteri occidentali. "Non accetteremo i diktat dell'Occidente", aveva detto Assad, tagliando fuori dall'eventuale tavolo dei negoziati quasi tutto lo spettro delle opposizioni. All'interno della Coalizione non tutti appaiono d'accordo con la mossa del loro leader, che ha giustificato l'appello a Damasco come necessarioa fermare ilbagno di sangue. Le violenze, infatti, proseguono: questa mattina sono scoppiati duri scontri ad Aleppo tra esercito governativo e ribelli, mentre alla periferia della città le truppe hanno colpito le città ribelli di Al-Bab e Sfeira, secondo quanto riportato dall'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani.