Siria, tra povertà e corruzione

28/02/2013 di Redazione
Siria, tra povertà e corruzione

''I rifugiati siriani hanno superato quota 900 mila persone'', è quanto riferisce il capo degli affari politici dell'Onu, Jeffrey Feltman, intervenendo ad una riunione del Consiglio di Sicurezza sul Medio Oriente. Feltman ha precisato che 150 mila civili hanno lasciato il Paese solo nell'ultimo mese. Feltman ha sottolineato che la situazione umanitaria in Siria ''sta continuando a peggiorare''. ''Purtroppo, le parti rimangono concentrate soltanto su una logica militare che non puo' fare altro che creare ulteriore morte e distruzione'', ha aggiunto, ribadendo che sia il governo di Damasco che le forze ribelli hanno compiuto crimini di guerra, anche se numericamente il numero degli abusi commessi dal regime di Bashar al Assad ''supera di gran lunga'' quelli di cui e' responsabile l'opposizione. Feltman ha ricordato che dall'inizio del conflitto sono morte circa 70 mila persone, gli sfollati raggiungono quota due milioni, mentre quattro milioni di persone hanno bisogno di assistenza. António Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), avverte che in Siria si sta avvicinando il "momento della verità", esortando la comunità internazionale a non permettere che la situazione peggiori ulteriormente. "La situazione umanitaria è talmente drammatica da non poter essere neanche descritta. Mese dopo mese, la crisi dei rifugiati accelera ad una velocità impressionante". Guterres ha dichiarato che, nonostante le cifre siano "sconvolgenti", non raccontano la sofferenza delle persone, soprattutto all'interno della Siria, dove gli sfollati interni sono circa 2 milioni ed oltre 4 milioni di persone subiscono le conseguenze del conflitto. "Non dobbiamo dimenticarci, inoltre, del mezzo milione di rifugiati palestinesi in Siria, anche loro colpiti dal conflitto", ha aggiunto. Ma gli scontri continuano soprattutto ad Aleppo, tra forze lealiste e ribelli. La tv si Stato siriana dichiara che ''terroristi hanno aperto il fuoco in direzione della Grande Moschea degli Omayyadi'' gia' teatro di battaglia nei mesi scorsi. Gli attivisti parlano di scontri poco lontano dall'antica moschea, attorno al palazzo di Giustizia.  L'esperto siriano Salam Kawakibi in uno studio pubblicato dal Migration Policy Centre (MPC), centro di ricerca sulle migrazioni dell'Istituto Universitario Europeo di Fiesole, dichiara che "L'80% degli aiuti internazionali che giugno in Siria viene sprecato".  Nel suo articolo, Kawakibi fa riferimento in particolare agli aiuti che arrivano nel Paese, dilaniato da circa venti mesi di scontri, tramitela Croce Rossa Internazionale. Il ricercatore punta il dito contro "corruzione e strumentalizzazioni politiche", che dissipano risorse destinate alla popolazione e indica come complice di questo 'drenaggio'la Croce Rossa Siriana, "la quale non è propriamente neutrale"."Gli agenti della CR Siriana che vogliono essere fedeli al loro mandato - sostiene l'esperto - sono costretti a farlo clandestinamente". Il risultato è che i 5 milioni di sfollati presenti in Siria - i quali sono stati strappati dalle loro case dall'infuriare dei combattimenti, ma non hanno lasciato il Paese, al contrario di centinaia di migliaia di compatrioti rifugiati oltre confine - "hanno perso fiducia nelle organizzazioni umanitarie patrocinate dal regime". "Le organizzazioni non governative occidentali - si legge nello studio - sono costrette ad appoggiarsi a reti informali di supporto, le quali attualmente rappresentano l'unico modo per fare arrivare gli aiuti alla popolazione".