Un albero per ogni nuovo nato o adottato

21/02/2013 di Redazione
Un albero per ogni nuovo nato o adottato

È appena entrata in vigore la legge che obbliga i Comuni a piantare un albero per ogni bambino registrato all'anagrafe entro i sei mesi dal giorno della nascita. La normativa era stata introdotta già vent'anni fa con la legge Cossiga-Andreotti: ora però, con la nuova regolamentazione, non si applicherà più a tutti i comuni, ma solo quelli con una popolazione superiore ai 15mila abitanti e non interesserà solo le nascite, ma anche i bambini adottati. Inoltre la piantumazione dovrà avvenire entro sei mesi e non più dodici, dalla nascita o dall'adozione. Istituito anche un organismo di controllo, il Comitato per lo sviluppo del verde, in seno al Ministero dell'Ambiente per vigilare sul rispetto della normativa - altra novità rispetto alla vecchia legge. Anche se ormai le nascite sono vertiginosamente diminuite, l'iniziativa dovrebbe riuscire a contrastare, almeno in parte, la perdita di zone verdi nel paese, che secondo l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) è di otto metri quadrati al secondo, e ridurre l'inquinamento: gli alberi infatti assorbono, a seconda delle dimensioni, da 7 a 12 kg di emissioni di CO2 all'anno e abbassano anche l'inquinamento acustico. Ogni comune, che dovrà provvedere a un censimento annuale di tutte le piantumazioni, sarà libero di scegliere la specie di albero più adatta al clima, al terreno e al paesaggio in cui verrà piantato. I genitori saranno informati riguardo la pianta assegnata e il luogo scelto per posizionarla.