Bambini della Siria: una generazione perduta

14/03/2013 di Redazione
Bambini della Siria: una generazione perduta

Secondo il rapporto lanciato dall'UNICEF, la violenza incessante, i massicci spostamenti di popolazione e i danni alle infrastrutture e ai servizi essenziali causati dal conflitto siriano rischiano di lasciare un'intera generazione di bambini segnata per tuttala vita. Adue anni dall'inizio del conflitto in Siria, secondo il nuovo rapporto "Syria's Children: A Lost Generation?" (Bambini della Siria: una generazione perduta), i bambini stanno pagando il prezzo più alto delle violenze: oltre 2 milioni di essi sono colpiti dal conflitto; di questi più di 1.800.000 all'interno dei confini siriani e oltre 500.000 rifugiatisi in Libano, Giordania, Iraq, Turchia ed Egitto. "Milioni di bambini all'interno della Siria e in tutta la regione sono testimoni della scomparsa del loro passato e del loro futuro a causa delle macerie e della distruzione di un conflitto prolungato. Il rischio che diventino una generazione perduta cresce ogni giorno" ha dichiarato il Direttore dell'UNICEF Anthony Lake. Il rapporto, che fa il punto della situazione a due anni dall'inizio della crisi in Siria, sottolinea che nelle zone in cui i combattimenti sono stati più intensi, l'accesso all'acqua è diminuito di due terzi con conseguente aumento di malattie respiratorie e della pelle, mentre una scuola su cinque è stata distrutta, lesionata o adibita a ricovero per le famiglie sfollate. Ad Aleppo, per esempio, solo il 6% dei bambini attualmente frequentala scuola. Leclassi che funzionano ancora sono composte in alcuni casi da oltre 100 alunni. Ospedali e ambulatori sono stati distrutti e il personale sanitario qualificato è fuggito. Nel frattempo, i bambini soffrono il trauma di vedere i membri della famiglia e gli amici uccisi e sono terrorizzati da rumori e scene di scontri. "Esortiamo tutte le parti in conflitto a permettere di raggiungere senza alcuna limitazione i bambini colpiti dalle violenze, ovunque si trovino" ha aggiunto Lake. "Possiamo fare fronte alle crescenti necessità causate dalla crisi soltanto se riusciremo a portare gli aiuti di cui oggi c'è bisogno."