Corte Costituzionale: lo Stato deve rispettare le decisioni delle regioni in materia di infrastrutture e ambiente

21/03/2013 di Redazione
Corte Costituzionale: lo Stato deve rispettare le decisioni delle regioni in materia di infrastrutture e ambiente

Con la sentenza 39 del 2013la Corte Costituzionaleha bocciato quelle norme che si applicavano soprattutto alle infrastrutture. L'articolo 61, comma 3 del Dl 5/2012 è stato dichiarato incostituzionale.  L'articolo 61 prevede la possibilità per lo Stato di scavalcare l'intesa con le Regioni nelle materie di competenza concorrente quando, trascorsi 60 giorni dalla scadenza dei termini previsti per l'accordo, l'urgenza di provvedere sia motivata da "gravi esigenze di tutela della sicurezza, della salute, dell'ambiente o dei beni culturali" o "per evitare un grave danno all'Erario". La norma, introdotta per agevolare la realizzazione degli interventi infrastrutturali e ambientali, pur facendo salve le materie di competenza legislativa esclusiva regionale e delle Regioni a Statuto autonomo, prevedeva in buona sostanza l'attivazione dei poteri sostitutivi del Governo nell'ipotesi di mancato accordo con le Regioni interessate. La sentenza della Corte Costituzionale è importante visto che la regola che è stata bocciata si applicava soprattutto alle infrastrutture di ogni tipologia ed era stata ispirata dalla volontà di limitare il «potere di veto» dei Governi regionali, con un occhio di riguardo proprio agli interventi infrastrutturali e ambientali. La Consulta ha invece ribaltato l'ottica e, partendo dai vincoli costituzionali della «competenza concorrente» fra Stato e Regioni, ha ritenuto insuperabili le obiezioni e ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della norma. Alla base del giudizio c'è l'articolo 117 della Costituzione, quello che appunto distribuisce i compiti fra Stato e Regioni e stila il lungo elenco delle materie soggette a «competenza concorrente», e il principio di «leale collaborazione», che in base all'articolo 120 deve ispirare l'azione dello Stato anche quando esercita poteri sostitutivi nei confronti dei governi regionali. Nell'analisi la Consulta ricorda che il potere sostitutivo non è ovviamente impossibile, ma va regolato con "adeguate garanzie di bilateralità"