Frontexit, per il rispetto dei diritti umani

28/03/2013 di Redazione
Frontexit, per il rispetto dei diritti umani

E' nata Frontexit, la nuova campagna lanciata da Migreurop e sostenuta da molte organizzazioni del nord e del sud del Mediterraneo. La campagna promuove l'inizio di un movimento internazionale che mira alla trasparenza, al rispetto dei diritti umani e a mettere fine al sistema di impunità che tutela l'agenzia europea Frontex. Che cosa succede alle nostre frontiere? Chi sono i nemici e i grandi pericoli che hanno motivato l'UE a finanziare un'agenzia "quasi-militare" per la nostra tutela? La campagna Frontexit (nome nato dalla fusione di Frontex ed exit) ce lo spiega con il suo motto: Europe is at war against an imaginary enemy. E il nemico immaginario è naturalmente il migrante, creautura (sempre) impalpabile, costruita attraverso leggende di paura o storie di compassione. Migreurop, capofila della campagna, si occupa da anni dello stato di guerra e del sistema carcerario che l'UE ha messo in atto contro coloro che tentano di entrare nei nostri confini e Frontexit rientra in questa lotta per la conoscenza e la diffusione di informazioni. Si veda a tal proposito l'awareness-raising kit, un insieme di documenti di facile lettura per tentare di de-costruire dei luoghi comuni e dei falsi miti su chi è buono o cattivo, su ciò che è lecito o illecito. Nel quadro delle operazioni di controllo delle frontiere, Frontex mette in pericolo il rispetto dei diritti umani, in particolare il diritto d'asilo, il diritto a un trattamento dignitoso e al rispetto dell'integrità fisica e per questo è chiamata a dare risposte chiare e trasparenti sul suo operato. Uno dei punti su cui si focalizza la campagna è infatti l'opacità delle operazioni - marittime, aeree e terrestri - condotte da Frontex e la diluizione delle responsabilità che le caratterizzano. Presentata in contemporanea a Bruxelles e a Nouakchott in Mauritania il 20 marzo 2013, la campagna Frontexit sarà uno degli eventi del World Social Forum di Tunisi il prossimo 28 marzo 2013 dove verrà chiesto ufficialmente all'agenzia Frontex, all'UE, ai suoi Stati Membri e ai Paesi terzi partner e co-firmatari di accordi bilaterali di assumersi la responsabilità delle loro azioni.