Giornata mondiale dell'acqua: 1,2 miliardi di persone vivono in zone aride

28/03/2013 di Redazione
Giornata mondiale dell'acqua: 1,2 miliardi di persone vivono in zone aride

Si è celebrata lo scorso 22 marzola "Giornatamondiale dell'acqua", una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per sensibilizzare Stati membri e popolazioni alla tutela e salvaguardia delle risorse idriche minacciate da inquinamento e sprechi. Una preoccupazione più che fondata visto che già oggi, secondo i dati diffusi dal Worldwatch Institute, circa 1,2 miliardi di persone, quasi un quinto del mondo vive in aree di scarsità fisica di acqua, mentre un altro 1,6 miliardi deve confrontarsi con la difficoltà di approvvigionarsi di acqua a costi flessibili. Una situazione che è destinata ad aggravarsi, a causa della crescita della popolazione, il riscaldamento del clima, le carenze di investimenti e di gestione delle risorse. La stima è che entro il 2025 la popolazione in regioni con assoluta scarsità d'acqua sarà di 1,8 miliardi di persone, mentre vivrà in una situazione di stress idrico quasi la metà della popolazione mondiale. Popolazione mondiale che nel 2050 dovrebbe arrivare dai 7 miliardi di oggi ai 9,1 miliardi, mettendo a dura prova risorse idriche, alimentari, energetiche ed industriali. Una situazione drammatica a cui dovrà aggiungersi anche il problema della maggiore urbanizzazione con la nascita di megalopoli ambientalmente insostenibili. Secondo le nazioni Unite nel secolo scorso il consumo delle risorse idriche è più che raddoppiato rispetto al tasso di crescita della popolazione mondiale. A livello globale, il 70% dei prelievi d'acqua usati nel settore agricolo, l'11% sono per le esigenze civili ed il 19% per quelle industriali. Numeri standard che non tengono però conto dei consumi reali nei Paesi densamente popolati e con forte industrializzazione come la Cina, Stati Uniti ed India, dove il consumo d'acqua effettivo è molto più elevato delle medie indicate. I prelievi d'acqua per l'agricoltura arrivano ad una media del 44% tra i paesi Ocse ma questa percentuale sale ad oltre il 60% se vengono considerati gli otto Paesi con maggiore vocazione agricola. In Brasile, Russia, India e Cina, l'agricoltura rappresenta il 74% dei prelievi d'acqua, ma questo varia da 20% in Russia per l'87% in India.