Immigrazione: la Germania tra accuse e insinuazioni

21/03/2013 di Redazione
Immigrazione: la Germania tra accuse e insinuazioni

Italia-Germania diatriba no stop.  Questa volta è il Ministro degli Interni bavarese Joachim Herrmann che accusa l'Italia di spingere i migranti nordafricani verso altri paesi dell'area Schengen. Un comportamento ritenuto spudorato dal momento che ai profughi viene dato un permesso di soggiorno temporaneo Schengen insieme a 500 euro per lasciare l'Italia. Allora il ministro bavarese ha chiesto un intervento a livello europeo del ministro tedesco degli Esteri, Guido Westerwelle per porre rimedio alla situazione. Le proteste di Herrmann hanno fatto seguito al fermo da parte della polizia tedesca, nei pressi dell'autostrada austriaca Inntal (A12), di sei migranti africani e iracheni su un pullman di linea italiano diretto in Germania. Stando a quanto è stato reso noto da un portavoce della polizia di Rosenheim, cittadina bavarese confinante con l'Austria, i migranti avevano intenzione di trasferirsi in Germania, cosa che il permesso temporaneo concesso in Italia non poteva consentire. Sono almeno 120 i casi simili riscontrati dagli agenti dall'inizio di marzo. Ma se la Germania è polemica nei confronti dell'Italia, c'è il Belgio che è polemico nei confronti della Germania. Perché? Lo Stato tedesco sarebbe stato accusato da quello belga di sfruttare i lavoratori stranieri, principalmente romeni e bulgari, assunti da società fittizie e costretti a lavorare per 3-4 euro l'ora 10 ore al giorno, senza sicurezza sociale, in condizioni sanitarie disastrose. Con la conseguenza che le imprese belghe sono costrette a chiudere o a delocalizzare. I ministri dell'economia e del lavoro Johan Vande Lanotte e Monica De Coninck, dopo una visita ad Hannover dove hanno discusso con le autorità tedesche della questione, hanno annunciato che scriveranno all'esecutivo Ue ''per chiedere di mettere fine a queste pratiche''. ''Non cerchiamo il confronto con un paese ma si tratta qui di mettere fine a pratiche indegne'', hanno affermato i ministri, spiegando di aver deciso di denunciare la vicenda dopo essere stati messi al corrente che aziende belghe nel settore della macellazione hanno cominciato a chiudere, ristrutturare o delocalizzare proprio verso la Germania, non riuscendo piu' a far fronte alla concorrenza sleale dei bassi costi. ''Aspettiamo di ricevere la lettera e vedere nel dettaglio le accuse'', ha risposto il portavoce del commissario Ue agli affari sociali Lazslo Andor, che ha riconosciuto come in Germania ci siano ''7,5 milioni di persone che svolgono mini-lavori il cui salario mensile arriva al massimo a 450 euro senza contributi ne' sicurezza sociale''.