L’Ocse denuncia: gli insegnanti favoriscono le ragazze e gli alunni benestanti

21/03/2013 di Redazione
L’Ocse denuncia: gli insegnanti favoriscono le ragazze e gli alunni benestanti

L'Ocse mette sul banco degli imputati gli insegnati europei: dall'ultimo approfondimento sul test Pisa (Program for International Students Assessment)  in Lettura, Matematica e Scienze (del 2009) risulterebbe che "i docenti favoriscono le ragazze e gli studenti benestanti o provenienti  da ambiti socio-culturali più favorevoli". Insomma, a parità di performance, studenti maschi e alunni provenienti da ambienti deprivati vengono penalizzati dai propri insegnanti al momento di assegnare le valutazioni finali e i voti nel corso dell'anno scolastico.  La ricerca è stata effettuata incrociando i dati dei voti attribuiti dagli insegnanti agli alunni e il risultato di questi ultimi al test Pisa: ebbene, dal confronto risulta che le ragazze e gli studenti più abbienti riescono a strappare ai propri insegnanti voti più alti. Per l'istituzione europea dunque, i docenti sembrano " basare le loro valutazioni anche su altri criteri" rispetto a quelli della performance, e rincara: "Il test Pisa ha dimostrato che le istituzioni educative e gli insegnanti ricompensano costantemente caratteristiche degli studenti che non hanno relazione con l'apprendimento". Tra le nazioni europee in cui è stato condotto l'approfondimento, l'Italia sembra essere una di quelle dove c'è più sperequazione tra voti attribuiti dagli insegnanti e saperi reali. Gli esperti dell'Ocse non esitano a definire questo trend "preoccupante" perché può penalizzare gli studenti anche nelle scelte future: "Da una parte, gli alunni  -  spiegano -  fondano sovente le loro aspirazioni, in termini di studi e di carriera, sui voti che ottengono a scuola; dall'altra, i sistemi educativi utilizzano i voti nella selezione degli studenti per l'accesso a un indirizzo di studi e, successivamente, per l'accesso all'università".