L’Onu approva la Carta contro la violenza sulle donne. Protestano gli islamici radicali

21/03/2013 di Redazione
L’Onu approva la Carta contro la violenza sulle donne. Protestano gli islamici radicali

Una giornata importante per le donne di tutto il mondo quella del 16 marzo. L'Onu ha firmato la Carta che chiede la protezione, promozione di diritti umani e libertà fondamentali per le donne e le bambine, con una maggioranza di 131 Paesi su 198. Una vittoria non scontata, visto che la Carta  era stata duramente contestata sia dai Fratelli musulmani egiziani, sia dal mondo islamico del web, che chiedevano ai Paesi musulmani la bocciatura del documento, contenente, a loro dire, "articoli contro l'Islam e la sunna, che porteranno al sabotaggio della morale musulmana e alla demolizione della famiglia". In particolare, secondo i Fratelli musulmani egiziani, sono inammissibili i punti che prevedono "la piena uguaglianza del matrimonio" che toglie ai mariti l'autorità sul divorzio e consente di denunciare un coniuge violento. Inoltre, nella Carta è previsto l'accesso ai contraccettivi per le ragazze. Gli islamici egiziani avevano proposto un emendamento che avrebbe consentito a ogni Stato di modellare la Carta in base alle proprie leggi. Ma alla fine a votare contro è stata solo la Libia, mentre gli altri paesi arabi come l'Iran, Sudan e Arabia Saudita, che inizialmente avevano mostrato perplessità, hanno firmato. Il documento non è vincolante, tuttavia, come ha sottolineato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, "esorta tutti i Paesi a condannare ogni forma di violenza contro le donne e le bambine, e ad astenersi dall'invocare qualsiasi costume, tradizione o considerazione religiosa per non rispettare i propri impegni a favore della sua eliminazione".