La condizione retributiva e contributiva delle donne straniere

14/03/2013 di Redazione
La condizione retributiva e contributiva delle donne straniere

La Fondazione Leone Moressaha pubblicato un nuovo dossier dal titolo "La condizione retributiva e contributiva delle donne straniere". Il rapporto dice che la retribuzione media mensile di uno straniero nel 2011 è pari a 973 €. Disaggregando il dato per genere, risulta che le donne percepiscono un reddito più basso degli uomini, 790€ (donne) a fronte dei 1.122€ (uomini). Il differenziale retributivo tra stranieri e italiani si aggira intorno al -21% (- 289 €) per gli uomini e al -31% per le donne. Le donne rappresentano il 42,2% del totale dei contribuenti stranieri e i redditi da esse dichiarate ammontano al 34,7% dei redditi complessivamente dichiarati dagli stranieri. Mediamente una donna straniera dichiara annualmente 10.247 €, a fronte dei 14.100 € dichiarati dagli uomini stranieri. Un dato positivo per la componente occupazionale straniera femminile è l'aumento di contribuenti straniere del 5,2% tra il 2009 e il 2010, superiore a quello degli uomini che è stato del 3%. Infine, dall'analisi della dichiarazione dei redditi, emerge che lo scarto tra cittadini italiani e stranieri è maggiore  per gli uomini (- 9.122 €)  piuttosto che per le donne (-4.743 €). Questo è probabilmente dovuto al fatto che le disuguaglianze di genere persistono non solo tra gli stranieri, ma anche tra i cittadini autoctoni. Le nazionalità per cui si registra il più alto numero di contribuenti donne sono l'Ucraina (71,2%), la Polonia (61,8%) e il Brasile (60,3%). Escluse Svizzera, Germania e Francia, i redditi medi annui più altri tra le donne straniere vengono percepiti dalle egiziane (15 mila €), dalle argentine (12.600 €), dalle donne provenienti dai paesi dell'ex-Jugoslavia (11.750 €) e dalle tunisine (11.590 €). In termini di reddito dichiarato, lo scarto tra uomini e donne straniere è maggiore per la categoria femminile. Le differenze più consistenti emergono tra i brasiliani (-12.700 €) e gli argentini (-12.500 €), che costituiscono però dei casi particolari come descritto nella nota metodologica, a cui seguono gli ex-jugoslavi (-5 mila €), i senegalesi (-4.600 €) e i marocchini (-4.400 €). Solo le egiziane e le polacche riportano dei differenziali positivi rispetto ai loro connazionali di sesso maschile, rispettivamente + 3 mila € e 340 €. L'incremento maggiore di contribuenti donne ha interessato le moldave (+21,4%) e a seguire le ucraine (+14,6%), le rumene (+12,9%) e le cinesi (+12,7%). Una tendenza negativa in questo senso è invece sperimentata dalle donne provenienti dall'ex Jugoslavia. La percentuale di contribuenti donne sul totale dei contribuenti stranieri non varia considerevolmente da una regione all' altra. La regione in cui tale percentuale è più alta è la Val d'Aosta (49,5%), mentre quella in cui è più bassa è la Lombardia (38,5%.) Lo stesso discorso vale per l'ammontare di redditi dichiarati dalle donne straniere sul totale dei redditi dichiarati dalla popolazione straniera: i due estremi si riconfermano essere la Val d'Aosta con una percentuale del 42% e la Lombardia con il 31%. Maggiori differenze regionali si rilevano, invece, se consideriamo il reddito medio: per le donne è più alto in Lombardia (quasi 12 mila €) e in Friuli Venezia Giulia (11 mila €), mentre è più basso in Calabria (6 mila €), Puglia (7.600 €) e Basilicata (7.800 €).