Musei ed opere d’arte a rischio per mancanza di personale

14/03/2013 di Redazione
Musei ed opere d’arte a rischio per mancanza di personale

Si fa sempre più critica la situazione dei musei italiani: i vecchi custodi vanno in pensione e non ci sono risorse per assumerne di nuovi, tanto che molti direttori sono costretti a chiudere le sale oppure a organizzare turni di ronda che però non garantiscono la sicurezza delle opere d'arte. Proprio per fare il punto sulle esigenze in termini personale si sono da poco riuniti presso il Ministero dei beni culturali i direttori dei quattro poli museali italiani, Roma, Firenze, Venezia e Napoli. "Ultimamente, soprattutto nei festivi, siamo costretti a chiudere alcune sale: un peccato, visto che quelli sono i giorni in cui l'affluenza è più alta", spiega Anna Lo Bianco, direttore della Galleria nazionale di Arte antica di Palazzo Barberini. Non è un'eccezione: "Alle Terme di Diocleziano spesso dobbiamo organizzare ronde di sorveglianti, perché non ci sono abbastanza custodi per tutte le postazioni fisse. Per fortuna ci sono le telecamere di videosorveglianza, ma di giorno non bastano, soprattutto ora con le scolaresche in visita e la stagione turistica alle porte. La situazione negli ultimi due anni è peggiorata perché i custodi andati in pensione non sono stati sostituiti" denunciala direttrice Rosanna Friggeri. Lo confermano i dati della Soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma, diretta da Mariarosaria Barbera: attualmente sono circa 400 i custodi disponibili per tutte le aree e i musei di Roma e Ostia. Un numero che corrisponde al 50% dell'organico previsto nel 1997, quando l'orario di accesso al pubblico era più limitato e molte sedi oggi visitabili non erano ancora state aperte. La tendenza non accenna a invertirsi: il personale in servizio, infatti, è mediamente anziano e una gran parte è in procinto di andare in pensione. E non è bastata l'assunzione di 397 custodi in tutta Italia nel2010, aseguito del concorso indetto dal ministero dei Beni culturali. Inoltre, spiega Claudio Meloni, responsabile Cgil per i Beni culturali, "le assunzioni dei custodi sono bloccate perché per legge bisogna prima assorbire il personale in eccedenza in altre categorie: in questo caso si tratta però di commessi e ausiliari, che non possono svolgere il lavoro di sorveglianza perché spetta a dipendenti di fascia più alta. Una situazione aggravata dai tagli della spending review, che ha ridotto del 10% l'organico del Mibac". Al momento, nei siti del Polo museale romano, si tampona l'emergenza con i volontari e i custodi pagati in conto terzi in occasione delle mostre organizzate da privati e si spera in un intervento del Mibac, che di recente ha convocato.