Rapporto nazionale sugli alunni con cittadinanza non italiana

21/03/2013 di Redazione
Rapporto nazionale sugli alunni con cittadinanza non italiana

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) ela Fondazione Ismuhanno presentato il Rapporto "Alunni con cittadinanza non italiana. Approfondimenti e analisi. A.s. 2011/2012", elaborato da Miur-Fondazione Ismu. Una fotografia dettagliata della popolazione scolastica con cittadinanza non italiana nell'anno scolastico 2011/2012, che oltre a fornire i dati generali quantitativi, si caratterizza per nuove analisi ed elaborazioni statistiche di livello avanzato. Crescono i nati in Italia: nelle scuole dell'infanzia sono 8 su 10. Nell'anno scolastico 2011/2012, gli alunni stranieri nati in Italia sono 334.284 e rappresentano il 44,2% sul totale degli alunni con cittadinanza non italiana. Cinque anni fa erano meno di 200mila, il 34,7%. Nelle scuole dell'infanzia i bambini stranieri nati in Italia sono l'80,4%, più di otto su dieci, ma in alcune regioni la percentuale è ancora più alta e supera l'87% in Veneto e l'85% nelle Marche, sfiora l'84% in Lombardia e l'83% in Emilia Romagna. Mentre non raggiunge il 50% nel Molise e lo supera di poco in Calabria, Campania e Basilicata. Negli ultimi cinque anni gli studenti stranieri nati in Italia sono cresciuti del 60% nelle scuole dell'infanzia (dove hanno raggiunto le 126mila unità, a partire dalle 79mila del 2007/2008) e nelle primarie (145mila), mentre sono più che raddoppiati nelle secondarie di primo grado (46mila) e di secondo grado (17mila). I dati sugli studenti nati in Italia e il loro progressivo aumento possono fornire un utile contributo alla comprensione di una delle questioni oggi maggiormente in discussione in tema di immigrazione: la riforma della normativa sull'acquisizione della cittadinanza. Sono 415 le scuole nelle quali la presenza degli alunni stranieri raggiunge o supera il 50%. In totale le scuole in cui la presenza di alunni stranieri non è inferiore a quella degli italiani sono 415 (corrispondenti allo 0,7% delle scuole),10 inpiù dell'anno scolastico precedente. Due terzi delle province italiane hanno almeno una scuola con un numero di alunni stranieri non inferiore al 50%. Le scuole dell'infanzia con almeno il 50% degli alunni stranieri sono 233. Le province con il maggior numero di scuole con almeno il 50% di alunni stranieri sono Milano (55), Torino (34), Brescia (32). Questo tipo di scuole sarà anche al centro di una ricerca-azione nazionale, che avrà inizio nei prossimi mesi, in collaborazione con il Ministero dell'Interno (Fondo europeo di integrazione-Fei), con l'obiettivo di realizzare interventi formativi per gli operatori impegnati nelle realtà più difficili e azioni di sistema con le famiglie, le associazioni e gli enti locali. Alunni rom, sinti e caminanti: diminuiscono gli iscritti. Sono 11.899 gli alunni rom iscritti nell'anno scolastico 2011/2012, il numero più basso degli ultimi cinque anni, in diminuzione del 3,9% rispetto al 2010/2011. Significativo il calo di iscritti nelle scuole superiori di secondo grado (con una variazione del -26% dal 2007/2008 al 2011/2012) scesi a sole 134 unità di cui10 intutto il Nord Ovest. Si osserva un calo degli iscritti nella scuola primaria, -5,7% rispetto ai cinque anni precedenti, nelle scuole dell'infanzia, -5,8%, mentre risulta leggermente in crescita il numero di iscritti nelle scuole secondarie di primo grado. Un fortissimo calo di iscrizioni si registra già nel passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado, solo la metà degli alunni rom prosegue gli studi pur essendo nella fascia dell'obbligo di istruzione. Gli alunni con cittadinanza non italiana costituiscono una realtà ormai strutturale del nostro Paese. Si è passati, infatti, da 196.414 alunni dell'anno scolastico 2001/2002 (con una incidenza del 2% sulla popolazione scolastica complessiva) alle 755.939 unità del 2011/12 (8,4% del totale). Negli anni più recenti si era assistito a un lieve rallentamento della crescita, ma negli ultimi dodici mesi c'è stato invece un segnale di ripresa: dai 44mila studenti in più nel 2010/2011 rispetto al 2009/2010, si è passati ai 36mila in più nell'a.s. successivo e ai 46mila in più nell'anno scolastico  2011/2012. Presenze nei diversi ordini e gradi. L'aumento più significativo ha riguardato le scuole secondarie di secondo grado: nell'a.s. 2001/2002 accoglievano il 14% degli studenti con cittadinanza non italiana, mentre nell'a.s. 2011/2012 ben il 21,8%. Nell'ultimo decennio il peso della scuola primaria è diminuito passando dal 42,8% al 35,5%. Anche per il 2011/2012 si conferma la tendenza degli studenti di origine straniera a rivolgersi più all'istruzione professionale (frequentata dal 39,4% del totale degli stranieri) e tecnica (38,3%), seguita a distanza dall'istruzione liceale o artistica (22,3%). Sono i rumeni i più numerosi. Gli alunni con cittadinanza rumena si confermano, per il sesto anno consecutivo, il gruppo nazionale più numeroso nelle scuole italiane (141.050 presenze), seguono gli albanesi (102.719) e i marocchini (95.912). Tra le crescite annue più rilevanti si registrano quelle degli alunni moldovi (+ 12,3%) nei diversi livelli scolastici, e ucraini (+ 11,7%) nelle primarie e filippini nelle secondarie di primo grado (+8,5%) e di secondo grado (+11,2%). La regione con più alunni stranieri, in valori assoluti, èla Lombardia. La Lombardiasi conferma la prima regione per il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana (184.592). Seguono il Veneto, (89.367),  l'Emilia Romagna con (86.944),il Lazio(72.632) e il Piemonte (72.053).