Rifiuti, la Ue deferisce l’Italia alla Corte di giustizia europea

21/03/2013 di Redazione
Rifiuti, la Ue deferisce l’Italia alla Corte di giustizia europea

"Un risultato inevitabile": è il commento del ministro dell'ambiente Corrado Clini alla notizia che la Commissione europea ha deferito il nostro Paese alla Corte di giustizia europea, a causa della "situazione del trattamento dei rifiuti nella Regione Lazio".  Una novità che non aiuta la soluzione del complicato rebus dell'immondizia romana. Nonostante la Commissione petizioni del Parlamento europeo abbia bocciato, a gennaio, il ruolo e l'autorità del Commissario straordinario "del tutto inadatto ai reali problemi che affronta la popolazione, visti i livelli spaventosi della cattiva amministrazione di lungo corso", il sindaco Gianni Alemanno ha ribadito il suo pieno appoggio alla figura del commissario, anche in polemica con il nuovo governatore della Regione, Nicola Zingaretti: "È opportuno che il commissario operi almeno fino a quando la Regione non sarà in grado di riprendere il proprio potere con un Piano rifiuti perfettamente coordinato", ha spiegato. Il ministro Clini, invece, punta il dito contro le inefficienze degli impianti di tmb (trattamento meccanico biologico) laziali: è  "incredibile la situazione degli impianti regionali di tmb e per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti che, nonostante le disposizioni del decreto e l'intervento del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, continuano a essere utilizzati meno del 50% della loro capacita'''. Ancora, sulla raccolta differenziata Clini ribadisce come sia ancora "a livelli insoddisfacenti". Ma anche su questa questione il sindaco sembra discostarsi dai dossier europei e dalle relazioni del ministro dell'ambiente. "Noi stiamo facendo la nostra parte con la differenziata che è passata dal 17% al 30% alla fine dello scorso anno e arriveremo al 40% tra qualche mese'', assicura Alemanno. Quello che è certo, per ora, è la stangata da 5 miliardi di euro, che deriva dall'aumento di Imu, dell'Iva e dalla nuova tariffa rifiuti, la Tares. L'aumento riguarderà i contribuenti a partire dalla seconda metà dell'anno. A fare i conti è il Sole 24 Ore, che calcola gli aumenti già previsti dalla legge di stabilità e dalla manovra "salva-Italia". La Tares costerà a cittadini e aziende un miliardo in più rispetto alle vecchie Tarsu e Tia. Ma per i cittadini arriva anche una buona notizia. È stata fissata al 13 giugno l'udienza al Tribunale sulla class action contro Ama. "Dopo un lungo contenzioso, la Corte Costituzionale prima e la Corte di Cassazione poi, con varie sentenze, hanno affermato la natura tributaria della Tia (Tariffa di Igiene Ambientale), per cui non deve essere applicata l'Iva", fa sapere l'associazione dei consumatori Codici che ha promosso la class action, con la quale chiederà che vengano restituite ai cittadini "le somme indebitamente percepite e maggiorate degli interessi".