Sora: il sindaco chiede lo stato di calamità

28/03/2013 di Redazione
 Sora: il sindaco chiede lo stato di calamità

"Non devono esserci per forza morti per meritare un po' d'attenzione: siamo una città terremotata anche se, per fortuna, non abbiamo avuto vittime". È l'appello lanciato dal sindaco di Sora, Ernesto Tersigni, dopo il sisma di magnitudo 4.8 che lo scorso febbraio ha scosso Sora. Molti i danni: circa cinquanta abitazioni sgomberate (altre due a Broccostella e una a Frosinone), otto chiese inagibili e il "Palazzo degli studi" ancora sotto osservazione con approfondite verifiche che potrebbero portare a evacuare anche l'edificio dove si trovano il liceo classico e le medie. E ancora oggi, a distanza di oltre un mese da quegli interminabili secondi, nella città della Ciociaria i problemi sono tanti. Le verifiche nelle abitazioni danneggiate dal sisma sono ancora in corso (840 intutto le richieste di sopralluogo) e Tersigni attende la relazione finale dei vigili del fuoco per chiedere lo stato di calamità naturale. "Ogni giorno che passa - dice il primo cittadino - la situazione peggiora sempre di più. La Regione deve impegnarsi e chiedere l'intervento dello Stato. Il Comune non ha risorse per affrontare, da solo, questa emergenza". Dopo lo sciame sismico che per giorni aveva creato forti timori e ansia, nel Sorano è tornata la paura per l'ennesima scossa di magnitudo 2.4 registrata nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 marzo nel distretto monti Ernici-Simbruini, che fortunatamente però non ha causato altri danni.