Viterbo e la recessione: pasti raddoppiati alla mensa della Caritas

21/03/2013 di Redazione
Viterbo e la recessione: pasti raddoppiati alla mensa della Caritas

Si tocca con mano l'entità della crisi che ha colpito l'Italia e non solo alla mensa "Don Alceste Grandori" di piazza San Leonardo a Viterbo. I numeri attestano come il disagio sociale, la povertà vera, sia in costante crescita: nel 2008 i volontari hanno preparato 25.596 pasti, 46.548 nel 2012. In pratica, la cifra è raddoppiata. Ancora numeri: nei mesi di gennaio e febbraio 2010 gli operatori  della mensa hanno intavolato 4.871 pasti, che sono diventati 5.952 l'anno successivo, 7.709 nel 2012 e 8.443 nei primi due mesi dell'anno in corso. «Le richieste - spiega Aldo Piermattei, uno degli 80 volontari che si avvicendano in turni di 8/10 alla mensa - continuano a crescere. La media giornaliera è di circa 160/170 ospiti. Ci sono giovani, vecchi, italiani, stranieri, nuclei familiari. Alle esigenze di questi ultimi talvolta provvediamo consegnando cibo da cucinare a casa».  Per mettere insieme il "menu" (primo, secondo, contorno, frutta) non servono solo soldi, ma anche il canale alternativo del «recupero», cioè di quei generi alimentari che vengono ripescati nei negozi e nei supermercati della città. I volontari utilizzano un pulmino per raccogliere pane non più fresco, frutta avanzata nelle cassette, prodotti quasi in scadenza, per imbandire la tavola dei poveri. Insomma, siamo al recupero dello spreco.