Emergenza Nord Africa, nel Lazio tremila richiedenti asilo

04/04/2013 di Redazione
Emergenza Nord Africa, nel Lazio tremila richiedenti asilo

Nel Lazio saranno tremila i richiedenti asilo che a giorni non saranno più ospitati nelle strutture messe su per l'emergenza nord Africa. Nel corso della prima settimana di aprile infatti viene attuato il decreto governativo che ha sancito la fine del programma Emergenza Nord Africa (Ena). Potranno rimanere nelle strutture solo i minori non accompagnati e gli anziani. Per tutti gli altri ci sarà un «permesso di soggiorno umanitario» di un anno, e scatterà la corsa contro il tempo per trovare una casa e un lavoro. Per lasciare le strutture Ena, il Governo ha predisposto per tutti un bonus d'uscita di 500 euro. Nel centro Ena di Anguillara Sabazia 45 donne profughe, con i loro bambini, hanno deciso di occupare la struttura, presidiandola, contro lo sgombero. Non sanno dove andare, come mantenere i propri figli.  Grazie all'intervento dell'amministrazione comunale, questo centro rimane aperto, garantendo così l'accoglienza. Almeno per il momento. Alle porte di Tivoli, i centri Ena sono due. Quello più grande, con la presenza di circa 170 profughi, dovrebbe chiudere a giorni. Nell'altro invece, che ne ospita 27, ancora vige l'incertezza. Alcuni operatori riferiscono che da quando è stato emanato il decreto governativo (con la chiusura dell'emergenza fissata al 1 marzo), "né dalla cooperativa, né tantomeno dalla presidenza del centro è arrivata alcuna comunicazione". Il centro più grande di Roma, quello in zona Prenestina, dovrebbe chiudere invece entro il 5 aprile. Saranno circa 400 le persone che, uscendo da qui, dovranno cercare una casa. A Civitavecchia, c'è Don Lino Dragu, Parrocchia San Pio X che da tempo fornisce alloggio a circa 40 richiedenti asilo. Adesso inizia a preoccuparsi della chiusura dei centri Ena della Capitale, visto che potrebbero arrivare in centinaia presso le sue strutture: "Non ho mezzi sufficienti per accoglierli tutti, ma certo non gli dirò di no - dice Don Lino -, quando ti si presenta alla porta un povero bisogna aiutarlo. Metterò a disposizione anche la chiesa, se necessario". Non vuole arrendersi Don Lino. Proprio a Civitavecchia fu instaurato il campo di accoglienza più grande del Lazio, con i primi arrivi dalla Libia nel novembre del 2011. Un centro, chiuso già da tempo, che si trovava a poche centinaia di metri dalla sua parrocchia.