Legambiente: L’Italia oltre la crisi

18/04/2013 di Redazione
Legambiente: L’Italia oltre la crisi

"L'Italia oltre la crisi" è il rapporto di Legambiente realizzato in collaborazione con l'Istituto Ambiente Italia. Presenta un'analisi degli ultimi dieci anni di "non governo" del territorio e delle politiche sociali attraverso una serie di indicatori sociali e ambientali e propone idee e proposte concrete per avviare una economia low carbon attenta alle persone e ai territori, perché uscire dalla crisi è possibile e alcuni segnali positivi di cambiamento stanno già emergendo.  Secondo il Rapporto, le città soffocano per traffico e smog, la raccolta differenziata arranca in buona parte del Paese nonostante i 1300 comuni ricicloni e il calo nella produzione dei rifiuti, il dissesto idrogeologico incombe sulla vita delle persone e l'economia del Belpaese, l'occupazione cala drammaticamente con il settore manifatturiero e industriale ridotto al lumicino, le ecomafie, intanto, in splendida forma, continuano a realizzare business milionari a scapito del territorio e dell'intera comunità, dove le diseguaglianze aumentano, con effetti particolarmente gravi nelle regioni del Sud. Nel 2011, per la prima volta, le vendite di biciclette hanno superato in Italia le immatricolazioni di auto. La quota energetica da fonti rinnovabili in 10 anni è quasi raddoppiata e vale il 28% della produzione elettrica. I Comuni ricicloni sono diventati 1.300. Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente dichiara "Oggi c'è una sola ricetta per uscire dalla crisi, ed è quella di una green economy che incrocia le domande e i problemi dei territori, che risponde ai ritardi del paese e alle paure del futuro rimettendo al centro la bellezza italiana e l'innovazione tecnologica". Tra il 2008 e il 2011 il tasso di occupazione dei giovani è sceso dal 24% al 19%. Siamo a un valore tra i più bassi nell'Unione europea (la media è oltre il 33%), con  un altissimo livello di giovani che non lavorano, non studiano e non si collocano come disoccupati in cerca di impiego: 20% contro una media Ue del 13% (12% in Portogallo, 17% in Grecia, 18% in Spagna). Va male anche il gap tra uomini e donne nell'accesso al lavoro (il tasso di occupazione femminile è il 70% di quello maschile) e al reddito (quello femminile è il 54% di quello maschile). E lo Stato continua a spendere molto per i disastri prodotti da alluvioni e frane (un milione al giorno negli ultimi tre anni per coprire parte dei danni) e poco per la prevenzione (negli ultimi 10 anni solo 2 miliardi di euro sono stati effettivamente erogati per attuare gli interventi previsti dai piani di assetto idrogeologico redatti dalle autorità di bacino). Pesante infine anche la difficoltà nella lotta contro l'inquinamento che minaccia la nostra salute. Nel periodo 1990-2010 le polveri sottili si sono ridotte su scala europea del 26% e in Italia solo del 17% (inoltre sono cresciute nel 2010 rispetto al 2009 sia nella Ue sia in Italia). La riduzione delle emissioni di metalli pesanti, in alcuni casi altamente tossici e cancerogeni, in Italia è stata più bassa rispetto alla media europea. E anche per gli inquinanti organici persistenti, come i pcb e le diossine, le riduzioni ottenute in Italia sono state meno ampie rispetto alla media europea