Politiche nazionali a sostegno della scolarizzazione dei minori di recente immigrazione

24/04/2013 di Redazione
Politiche nazionali a sostegno della scolarizzazione dei minori di recente immigrazione

L'11 aprile è stato presentato dalla Commissione europea un rapporto sulle politiche nazionali a sostegno della scolarizzazione dei minori di recente immigrazione. Il rapporto afferma che i figli dei migranti hanno maggiori probabilità di approdare in scuole mediocri e di subire la segregazione scolastica. Lo studio analizza le politiche nazionali di 15 Paesi interessati da flussi migratori significativi o recenti : Austria, Belgio, Cipro, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Repubblica ceca e Svezia.  Si basa su cinque tipi di sostegno educativo: il modello del sostegno complessivo e integrato (es. Danimarca e Svezia) che prevede un sostegno continuativo nei settori più importanti ai fini dell'inclusione dei minori di recente immigrazione; il modello del sostegno non sistematico (es. Italia, Cipro e Grecia), caratterizzato da un approccio casuale e privo di orientamenti precisi; il modello del sostegno compensativo (es. Belgio e Austria) che prevede varie forme di sostegno d è caratterizzato dall'insegnamento continuativo della lingua del Paese ospitante; il modello dell'integrazione (es. Irlanda), caratterizzato da politiche di cooperazione e di educazione interculturale ben sviluppate; il modello del sistema centralizzato all'ingresso (es. Francia e Lussemburgo), basato sull'accoglienza centralizzata dei figli dei migranti e sull'offerta di programmi articolati di sostegno agli alunni con scarso rendimento.
La ricerca afferma che il modello migliore di integrazione è quello sviluppato in Danimarca e Svezia, che si basa sull'offerta di un sistema mirato e su un ragionevole livello di autonomia delle scuole. Il Rapporto invita i responsabili nazionali ad adottare orientamenti politici che vadano nella direzione di un modello integrato.  Tale modello dovrebbe prevedere un sostegno supplementare in tutte le discipline e non solo nelle lingue, misure particolari (extra curriculari) per il ricupero della lingua del Paese ospitante, la specializzazione e la formazione degli insegnanti, il coinvolgimento sistematico dei genitori e delle comunità, l'educazione interculturale . Raccomanda in particolare ai responsabili politici un orientamento sull'insieme del sostegno al progetto educativo, che consenta agli studenti immigrati di evolvere nel sistema educativo generale ed evitare di concentrare l'attenzione su gruppi particolari di studenti, in modo da ridurre  i rischi della segregazione scolastica.