Rifiuti di Roma, sì da Abruzzo e Toscana

18/04/2013 di Redazione
Rifiuti di Roma, sì da Abruzzo e Toscana

Dopo il "no" di Veneto, Lombardia e Sardegna, via libera all'invio dei rifiuti della capitale in Abruzzo e Toscana. I tre governatori - Nicola Zingaretti, Enrico Rossi e Gianni Chiodi - hanno trovato l'accordo: saranno appunto le due regioni dell'Italia centrale a farsi carico, in caso di necessità, di 130 tonnellate al giorno per un mese di rifiuto indifferenziato di Roma, cioè di quella parte che la tritovagliatura dell'impianto di Malagrotta 2 potrebbe non essere in grado di lavorare in caso di imprevisti. I rifiuti lì verranno trattati secondo quanto stabilito dalle normative europee. Il materiale trattato tornerà poi a Roma, tranne il cdr, che verosimilmente Ama manderà a valorizzazione. Sull'accordo interviene il presidente della regioneLazio NicolaZingaretti: "Sono contento dell'intesa, di cui avevamo posto le premesse nella riunione dei presidenti delle regioni. È grazie alla solidarietà di Abruzzo e Toscana che abbiamo portato Roma fuori dal rischio emergenza rifiuti". Incassato il sì delle due regioni, l'emergenza immondizia rimane comunque all'ordine del giorno, con l'istituzione di un apposito tavolo presso la sede della Giunta regionale del Lazio. Partecipanti: il segretario generale del Ministero dell'ambiente, Antonio Agostini, l'assessore regionale alle Politiche territoriali, della mobilità e dei rifiuti, Michele Civita, il consigliere regionale del gruppo 'Per il Lazio', Daniela Bianchi, la delegazione dei sindaci della provincia di Frosinone, il presidente della Saf, Cesare Fardelli e il direttore tecnico dell'impianto Roberto Suppressa. "Discuteremo con i comuni e con le associazioni l'aggiornamento del piano rifiuti. Per ora questo piano non esiste, aspettiamo la sentenza del consiglio di Stato", ha detto Civita, commentando il Piano realizzato dalla precedente giunta regionale. "Si tratta di un piano che anche a noi non convinceva né piaceva - ha spiegato poi - Se il Consiglio di Stato lo boccerà dovremmo rifarlo di corsa sapendo che c'è un'infrazione dell'Unione Europea che ormai è arrivata quasi alle sanzioni. Se invece viene salvato, eviteremo il referendum perché siamo d'accordo col quesito referendario e quindi elimineremo lo scenario di controllo per poi avviare una discussione con i comuni, le province per rimodulare e rivedere il piano rifiuti". Per quanto riguarda le proteste dei comuni laziali che si oppongono al trasferimento di rifiuti da Roma sul loro territorio, l'assessore chiarisce: "Abbiamo offerto un piano di dialogo e abbiamo spiegato anche ai sindaci che per noi è difficile chiedere al Ministro o al commissario di ritirare l'ordinanza visto che noi stessi abbiamo chiesto aiuto a due altre regioni che io continuo a ringraziare. I cittadini devono però essere consapevoli di una cosa: sulla durata e sulla quantità noi, insieme ai comuni, vigileremo. Noi si può andare oltre il tempo già previsto, anzi, bisogna mettere in campo tutte le iniziative per ridurre i tempi e i quantitativi. Io auspico che si possa con serietà affrontare i problemi in un clima più sereno".