Sira, ed anche aprile non ha portato a nessuna svolta

24/04/2013 di Redazione
Sira, ed anche aprile non ha portato a nessuna svolta

Continuano i rapimenti in Siria, continua l'emergenza. L'ultimo rapimento quello che sta sconvolgendo lacomunità cristiana, in particolare quella ortodossa. Nel contesto della guerra in Siria, i cristiani del nord del Paese sono già da mesi fuggiti in massa dalle loro case in altre regioni o all'estero. I monsignori Yohanna Ibrahim e Bulos Yazigi, rispettivamente vescovo siriaco-ortodosso di Aleppo e greco-ortodosso della stessa città, si trovavano assieme a bordo di un'auto proveniente dal confine turco, distante una trentina di chilometri. Erano diretti ad Aleppo, ma all'altezza di Kfar Dael, località alla periferia orientale del centro urbano sono stati fermati da "uomini armati" che hanno intimato a loro e all'autista, un diacono, di scendere dall'auto. Dopo aver ucciso l'autista sul posto, proseguono le fonti locali, gli uomini armati si sono dileguati portando con sé i due vescovi in un luogo sconosciuto. Intanto l'Unhcr denuncia la cattiva condotta della Grecia nei confronti dei rifugiati siriani, e per questo ha esortato il governoa dare ilsuo contributo, così come stanno facendo tutti gli altri Paesi. Lo stato ellenico ha annunciato che darà ai profughi siriani un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi per risolvere la situazione, ma non basta. Nessuno mette in dubbio che la Grecia stia vivendo un momento drammatico ma se questa situazione non sarà gestita al meglio, si rischia quanto prima una crisi umanitaria. L'Unhcr, afferma che il problema si sta aggravando giorno dopo giorno, addirittura si pensa che il numero di persone che scapperà dalla Siria per salvarsi, si triplicherà entro la fine dell'anno, e sicuramente molte di queste persone avranno bisogno di tutto il supporto possibile, e la Grecia in questo caso dovrà fare la sua parte. Lo scorso dicembre i rifugiati erano 1,1 milione, mentre adesso sono già diventati 1,35 milioni. L'Unhcr, ha anche espresso il suo dissenso nei confronti del fatto che in Grecia manca un sistema adeguato che protegga i rifugiati, dove pochissime richieste di asilo sono state accettate. I dati parlano chiaro, su 152 domande nel 2012, 150 sono state respinte. Emmanuil Katriadakis, funzionario del governo greco, ha dichiarato che vista la situazione molto grave, da adesso in poi ai rifugiati siriani sarà concesso un permesso di residenza temporaneo pari a sei mesi. A ottobre scorso, Atene aveva annunciato che avrebbe accolto 20.000 persone nelle isole di Rodi e di Creta.