Siria: Assad ritratta sulle armi chimiche

11/04/2013 di Redazione
Siria: Assad ritratta sulle armi chimiche

Il governo siriano era ansioso dell'arrivo degli investigatori delle Nazioni Unite dopo aver segnalato un attacco con armi chimiche in Aleppo lo scorso mese. L'indagine secondo il governo, avrebbe dovuto rivelato che i ribelli avrebbero fatto uso di armi chimiche. Ora, però, tale indagine sembra inesorabilmente in stallo. Questo perché la chiamata per indagare su un singolo incidente si è trasformato in una domanda da parte delle Nazioni Unite di avere accesso a sondare l'intero paese, con Ban Ki-moon che sostiene che l'ONU deve svolgere "delle attività aggiuntive" a livello nazionale. L'attacco in questione ha ucciso 25 persone e mentre entrambi, ribelli e governo, accusano l'un l'altro, gli esperti hanno sempre ritenuto che l'attacco era ribelle in origine e avevano usato un'arma improvvisata, al contrario delle armi chimiche vere e proprie dell'esercito siriano. Il Segretario dell'Onu continua a insistere che l'indagine deve avvenire "senza indugio", ma si rifiuta di fare marcia indietro alla domanda di espanderla a livello nazionale, nonostante il governo siriano ha rifiutato loro l'accesso fintanto che continuano a cercare un mandato di così vasta portata. In questo anno di guerra civile, sono state distrutte o danneggiate circa un terzo del totale di case, abitazioni, hanno riferito le Nazioni Unite. Circa 400mila case sono state completamente distrutte, circa 300mila case parzialmente e 500mila hanno subito danni all'infrastruttura, ha detto a Ginevra la portavoce dell'Onu Corinne Momal-Vanian citando gli ultimi dati dell'Escwa (Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Asia occidentale). I danni sono maggiormente concentrati nelle zone di insediamenti "informali" - che in molti casi coincidono con le zone dove vivono i poveri - nelle aree di conflitto quali Homs, Damasco, Aleppo, Dar'a e Derir-Ez-Zor.