1 maggio tra musica e polemiche e 350.000 posti di lavoro in meno

02/05/2013 di Redazione
1 maggio tra musica e polemiche e 350.000 posti di lavoro in meno

Circa 700 mila i partecipanti in piazza San Giovanni aRoma per iltradizionale concertone indetto dai sindacati confederali. Slogan "La musica per il nuovo mondo" Spazi, radici, frontiere. Molti gli ospiti che si sono susseguiti sul palco e la folla nonostante il cattivo tempo. Situazione diversa si è creata a Napoli. Doveva essere la festa del Lavoro, ma è stato anche un primo maggio di proteste e disordini. In tutte le città d'Europa i lavoratori sono scesi in piazza per manifestare la propria contrarietà alle politiche d'austerità dei governi, chiedendo misure urgenti per contrastare la disoccupazione e rilanciare il lavoro. Ma ci sono stati anche scontri e arresti: forti violenze tra militanti e forze dell'ordine in Turchia, ma anche in Italia, tra Napoli e Torino, tensioni sociali, recessione e crisi economica hanno esasperato gli animi dei manifestanti. Ritornando alla città partenopea, i sindacati Cgil, Cisl e Uil locali hanno deciso di sospendere il concerto del Primo Maggio che si stava svolgendo alla Città della Scienza, che verrà ricostruita dopo il rogo doloso. La decisione è stata presa dopo le proteste di alcuni manifestanti, che hanno abbattuto le transenne e lanciato oggetti e una bandiera in direzione del palco, e il fallimento di un tentativo di mediazione con i sindacati. Motivo scatenante la bonifica del quartiere di Bagnoli. "Sì ai diritti, No ai ricatti", è il titolo del «concertone» che si è tenuto a Taranto. Il "Concertone" è stato promosso dal comitato "Cittadini e lavoratori liberi e pensanti" nato a fine luglio 2012 sui problemi dell'ambiente, della salute e della sicurezza sul lavoro, e al quale si richiamano ambientalisti, lavoratori Ilva ed ex delegati sindacali delle federazioni metalmeccaniche. Una giornata fitta di eventi ma soprattutto di polemiche dovute all'attuale voragine che stiamo vivendo. La percentuale dei giovani disoccupati è altissima ed anche quella delle persone che perdono il lavoro. Più che la festa dei lavoratori il pensiero della giornata appena trascorsa deve andare a tutti coloro che lottano quotidianamente per nono essere vittime di un diritto, quello del lavoro.