Campo di via della Cesarina, senza acqua e elettricità

16/05/2013 di Redazione
 Campo di via della Cesarina, senza acqua e elettricità

Gli "abitanti" del Campo attrezzato di via della Cesarina nella giornata di martedì 14 maggio hanno avuto l'ingiusto distacco di luce e acqua. Ingiusto perché queste famiglie pagano 100 euro all'anno ciascuno, perla corrente. Dovesono finiti questi soldi? Un ulteriore sopruso che fa precipitare ulteriormente la precaria situazione di oltre quaranta famiglie e dei loro bambini che vivono nel campo di via della Cesarina, che frequentano le scuole e che certo non meritano questa prova prolungata e incivile. Così le donne romni del campo hanno deciso di occupare simbolicamente la sede del III Municipio, per chiedere l'immediata riattivazione delle utenze di acqua e luce. Le donne denunciano "Da un anno senza acqua calda, cinque mesi senza acqua potabile e da ieri anche senza luce. Ora basta!" e continuano "Venite a vedere come siamo costretti a sopravvivere, i nostri container sono tutti rotti e quando piove entra l'acqua dentro". "I bagni comuni sono in condizioni pietose, sono pochi, guasti e non vengono puliti da più di un anno" Così le donne romni della comunità hanno deciso di recarsi presso la sede del Municipio chiedendo di poter incontrare il Presidente Bonelli. Dopo circa mezz'ora, telefonicamente, Bonelli , ha fatto sapere che il Comune di Roma attivando la protezione civile, provvederà a risolvere la situazione. Nel frattempo le famiglie rimaste al campo, insieme agli operatori e alle operatrici sociali della scolarizzazione e della gestione del campo accorsi fin dalle prime ore del mattino in segno di solidarietà , informano la delegazione al municipio, che sono arrivati i bagni chimici, una cisterna di acqua potabile, ma che del generatore non c'è nessuna traccia. Intanto proprio il 15 maggio, in occasione della Giornata Internazionale delle famiglie promossa dalle Nazioni Unite, l'Associazione 21 luglio ha organizzato una giornata di denuncia e riflessione per portare alla luce le condizioni di vita delle famiglie rom e sinte in Italia, con particolare riferimento ai "villaggi attrezzati" presenti nel Comune di Roma e nello specifico quelli di Salone e Cesarina, dove vivono rispettivamente 1076 e 181 persone. Nel campo di via di Salone, i maggiori punti di criticità sono rappresentati dalla lontananza dal centro abitato e dai servizi essenziali, il generale stato di abbandono e degrado dell'insediamento, l'aumento continuo di criminalità e la mancanza di qualsiasi alternativa che possa migliorare la condizione degli abitanti. Quanto a quello di via della Cesarina, i rom residenti affermano di vivere in un perenne stato di paura e denunciano di subire continui ricatti da parte del personale che gestisce il campo, che spesso si tradurrebbero nella prassi di staccare per diversi giorni l'elettricità.