Civitavecchia avrà un nuovo porto, costruito in tempi record

23/05/2013 di Redazione
Civitavecchia avrà un nuovo porto, costruito in tempi record

La notizia sa di incredibile, i lavori della nuova darsena traghetti di Civitavecchia saranno finiti tra un mese, in anticipo di sei mesi sul previsto. I conti vanno bene, gli utili crescono a dispetto della crisi (15 milioni e mezzo di euro di utile d'esercizio: 31 volte più che nel 2008), i posti di lavoro (+16,8% nel 2012) aumentano. E il network "Porti di Roma e del Lazio", perché l'Autorità si occupa anche dei due scali storici di Gaeta e Fiumicino, è diventato per volume di commesse nel settore la prima stazione appaltante d'Italia. Con cantieri già aperti per 320 milioni di euro e altri 330 da aggiudicare entro la fine del 2013 per un investimento complessivo finale, tra soldi pubblici e privati, di 905 milioni. "Il tutto senza un ricorso al Tar", esulta Pasqualino Monti, che coi suoi 39 anni è il più giovane presidente di un'autorità portuale d'Italia, "è tutto sotto l'occhio vigile della magistratura per evitare infiltrazioni oscure. Siamo noi stessi a chiedere che i giudici diano un'occhiata a quello che facciamo. Ogni appalto e subappalto dai 1.000 euro in su è passato al setaccio". Obiettivi ambiziosi. Primo fra tutti: rilanciare con spazi, idee, banchine e tecnologie del terzo millennio un porto antichissimo fermamente voluto da Roma a cavallo di decenni  che poi dai moderni sarebbero stati attribuiti al primo e secondo secolo d.C. Tenendo insieme le esigenze di uno scalo moderno in grado di dar battaglia ai "concorrenti", e il rispetto per tesori architettonici come il muraglione di Urbano VIII, la fontana del Vanvitelli, la Porta Livorno, ma soprattutto lo splendido Forte di Michelangelo, eretto all'inizio del Cinquecento sotto la direzione di Antonio da Sangallo il Giovane. "Abbiamo ripulito e restaurato tutto - continua Monti -  Esattamente come vogliamo fare a Gaeta, sistemando il waterfront e il quartiere Peschiera. E a Fiumicino, dove andiamo a costruire a pochi chilometri dall'aeroporto un nuovo porto per le navi da crociera con uno spazio per le barche da pesca, liberando il Tevere dai pescherecci". Un progetto che dovrebbe consentire ai crocieristi di raggiungere Roma imbarcandosi su battelli che risaliranno il fiume fino alle rovine di Ostia antica e da lì ancora fino al centro di Roma, sbarcando al porto di Ripa Grande, vicino a Porta Portese. Ma è soprattutto su Civitavecchia che punta l'Autorità portuale, a cominciare dalla crocieristica. Mentre qualche anno fa c'era un solo terminal, i lavori in corso stanno  allungando  e allargando l'attuale diga antemurale, consentendo di ospitare nel 2015/16 contemporaneamente sei mega-navi da crociera «movimentando" fino a 36mila passeggeri in un giorno. "Puntiamo ad arrivare a 3 milioni e 300 mila l'anno. Se pensiamo che Miami, la prima, sta sui 4 milioni...". Quanto ai traghetti, "dieci anni fa ne avevamo solo due per la Sardegna, delle Ferrovie e della Tirrenia. Oggi, ne abbiamo anche per Barcellona, Palermo, Malta, Catania, Tripoli, Tunisi... E la nuova darsena, pronta nel 2015, avrà nove attracchi". Le ambizioni si spingono anche verso il trasporto merci: è in costruzione il nuovo porto commerciale che con sei immense gru dell'ultima generazione dovrebbe movimentare già dal prossimo anno 300 mila container, per poi salire ancora fino alla potenzialità di 700 mila.  E sono in cantiere altre iniziative all'avanguardia: ecco l'idea dell'energia pulita prodotta dal moto ondoso, con l'ausilio di turbine, dai cassoni cellulari della darsena servizi. Ecco le banchine elettrificate per evitare che le navi restino nel porto, inquinando, coi motori accesi. Ecco il museo del mare e l'oceanario, che sarà gestito con l'Università della Tuscia e punta ad accogliere oltre 700 mila visitatori all'anno. Civitavecchia non è solo una scommessa locale, romana o laziale. Può essere il laboratorio di una scommessa nazionale. Sono anni che è aperta questa sfida e sembra importante seguirne i percorsi e le evoluzioni.