Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti

16/05/2013 di Redazione
Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti

E' stato pubblicato il sesto Rapporto dello European Migration Network Italia dal titolo "Gli studenti internazionali nelle università italiane: indagine empirica e approfondimenti",  a cura del Ministero dell'Interno e del Centro Studi e Ricerche IDOS, in collaborazione con l'Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR. E' questo un rapporto su quanto l'università italiana è attraente nei confronti degli universitari stranieri. Purtroppo i nostri atenei restano poco affascinanti per gli stranieri, causa la burocrazia, la carenza di borse di studio e gli alloggi, per non parlare delle prospettive occupazionali, poco incoraggianti. E' straniero 1 ogni 22 immatricolati, 1 ogni 26 iscritti, 1 ogni 34 laureati. Nel periodo 2004-2012, anche a seguito dell'introduzione della laurea triennale avvenuta nell'anno accademico 2001-2002, gli studenti internazionali non comunitari sono comunque passati da22.951 aun numero molto più elevato: 51.947. A questi vanno sommati  i 5.980 iscritti a corsi post lauream e i 4.380 iscritti a corsi di alta formazione artistica, musicale e coreutica, per un totale di 62.307 studenti non comunitari. Inoltre, tenuto conto dei 17.424 comunitari, si ha un totale di 79.731 studenti. Il rapporto aggiunge anche una stima di 20mila studenti di college nord-americani venuti per un breve periodo di studio in Italia. E circa 10mila universitari, iscritti nelle strutture pontificie. Complessivamente, quindi, sarebbero circa 110mila gli studenti stranieri iscritti in Italia alla frequenza universitaria. Un terzo di tutti questi  studenti internazionali è concentrato nel Centro Italia: Roma, Firenze,Pisa, come anche quelle per stranieri di Perugia e Siena. Economia, Ingegneria e Medicina e Chirurgia sono le facoltà che i non comunitari trovano maggiormente interessanti e che totalizzano quasi la metà degli iscritti. Al quarto posto si colloca la facoltà di Lettere e Filosofia, e sempre più frequente sta diventando la laurea in Infermieristica. Difficoltà sono relative all'accesso agli studi post lauream ad esempio le scuole di specializzazione medica, avendo come requisito per l'ammissione la cittadinanza italiana. Ostacolo, questo, valido anche per i giovani figli di migranti residenti in Italia. Difatti, nell'archivio del MIUR tra gli studenti internazionali sono inclusi anche i giovani che risiedono in Italia e, dopo aver ottenuto il diploma, si iscrivono all'università (31,0% degli iscritti stranieri). Tra le cause che ostacolano la maggiore presenza degli studenti stranieri, il rapporto cita: le difficoltà connesse alla programmazione dei flussi e l'incertezza del rilascio dei permessi di soggiorno per motivi di studio; le difficoltà burocratiche per la concessione dei visti di ingresso in Italia; il complesso meccanismo di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all'estero; lo scarso numero di borse di studio erogate; la carenza di residenze universitarie (i posti letto disponibili sono pari al 2,8% della popolazione universitaria); la scarsa conoscenza della lingua italiana prima di venire in Italia; la limitata diffusione di corsi in inglese. I ricercatori sottolineano come il contenuto numero degli studenti stranieri non sia tanto riconducibile alle difficoltà del sistema universitario quanto al fatto che  gli sbocchi professionali per i laureati in Italia sono limitati. Sempre i ricercatori affermano che coloro che scelgono di frequentare un corso di studi all'estero, lo fanno per poi rimanere a lavorare nel Paese dove si conseguirà il titolo. Pertanto molti giovani stranieri cercano una diversa destinazione per compiere i loro studi così come quelli italiani, ultimati gli studi, si recano all'estero per rimediare al carente collegamento tra mercato occupazionale e sistema universitario Accade così che l'Italia, a differenza di altri Paesi, trattiene gli studenti solo in misura contenuta. La maggior parte dei laureati dovrebbe così rimpatriare con beneficio per i Paesi di origine e anche per i rapporti internazionali dell'Italia.