Il Comitato Tiburtino contro l’elettrodotto

02/05/2013 di Redazione
Il Comitato Tiburtino contro l’elettrodotto

La protesta del comitato "Tiburtino" non si ferma. Da anni impegnato in una battaglia contro la riattivazione dell'elettrodotto che servirebbe a potenziare la linea ferroviaria Roma-Tivoli-Pescara. Malgrado il ricorso presentato nel novembre 2012 al Consiglio di Stato con il supporto del Comune di Tivoli, la Rete ferroviaria italiana (Rfi, gruppo Fs) vuole andare avanti. A lanciare l'allarme i residenti che, nei giorni scorsi, hanno notato la presenza di numerosi addetti Rfi nella zona dei tralicci da riattivare. C'è poi, non ultima, una lettera inviata recentemente al Comune con cui si annuncia "l'intenzione di proseguire i lavori di ammodernamento". "Crediamo che sia legittimo aspettare la decisione del Consiglio di Stato - dice Gianni Innocenti, comitato tiburtino No elettrodotto -, Rfi così facendo dimostra invece di voler forzare la situazione, a danno dei residenti". I tralicci sono stati spenti per agevolare i lavori dell'Alta Velocità. Il comitato grazie all'aiuto di alcuni tecnici ha effettuato numerosi sopralluoghi che evidenziano la presenza di numerose case e di quattro scuole nei pressi dei pali che rientrerebbero in funzione. 66 kv che fanno paura: "Non riusciamo a capire come Rfi possa pensare di andare avanti con questo progetto, continua Innocenti, da tempo chiediamo che venga convocato un tavolo di concertazione con il Comune, la Regione ed i cittadini, per programmare insieme le alternative al percorso originario. Una rete che, va ricordato, è stata messa in piedi negli Anni Trenta". La rete ferroviaria italiana si dice "disponibile al confronto e a valutare alternative al progetto con i cittadini e le istituzioni, purché non ci siano oneri economici aggiuntivi a suo carico". Per la riattivazione dell'elettrodotto, sono stati stanziati più di 3 milioni di euro. Un investimento che trova giustificazione nel fatto che, come sostiene Rfi, "sono lavori di pubblica utilità e di importanza strategica per potenziarela linea FL2 (Roma -Tivoli - Pescara), oggi utilizzata da migliaia di pendolari che, in futuro, potranno usufruire di un servizio migliore". L'azienda tiene anche a precisare che "tutti gli interventi di ammodernamento vengono eseguiti a norma di legge, garantendo le fasce di rispetto indicate". Ma il Comitato sa che questi interventi "non sono riconducibili a dei lavori di manutenzione, ma ad un progetto del tutto nuovo". Sulla questione si è pronunciato il Tar del Lazio, riconoscendo l'intervento come manutenzione straordinaria replica Rfi. Una considerazione che non convince il Comitato di Tivoli che, progetto alla mano, mostrano come in realtà gli interventi previsti su questa tratta "non sono riconducibili a dei lavori di manutenzione, ma ad un progetto del tutto nuovo".  Ed è proprio la decisione del Tar che permette a Rfi di effettuare i sopralluoghi ed avanzare con il progetto di riattivazione della linea. Una sentenza che però ha suscitato disappunto, perchè "basata su studi incompleti", e che ha indotto cittadini e comune di Tivoli ad appellarsi al Consiglio di Stato: "Se il Consiglio di Stato deciderà che i lavori sono illegittimi ci fermeremo - fanno sapere da Rfi -, ma per ora è nostro diritto procede". Come andrà a finire?