Impugnato il decreto sui Combustibili Solidi Secondari dalle associazioni della Valle del Sacco

16/05/2013 di Redazione
 Impugnato il decreto sui Combustibili Solidi Secondari dalle associazioni della Valle del Sacco

Di seguito pubblichiamo il comunicato diffuso a seguito del decreto del Ministero dell'Ambiente sui Combustibili Solidi Secondari. "Le associazioni Raggio Verde, Rete per la tutela della Valle del Sacco, Forum Ambientalista in data 13 maggio 2013, hanno impugnato il Decreto del Ministero dell'Ambiente sui Combustibili Solidi Secondari. Il decreto stabilisce quando i Combustibili Solidi Secondari (CSS) cessano di essere qualificati o qualificabili come rifiuti per poter essere utilizzati come combustibile in impianti come i cementifici, in luogo o in aggiunta dell'attuale alimentazione di tipo fossile. Con successivo decreto, anch'esso impugnato dalle associazioni, il Ministero ha anche ritenuto di integrare i poteri conferiti al Commissario Sottile per l'emergenza ambientale della Provincia diRoma, ilquale potrà, anche d'ufficio, autorizzare gli impianti di Trattamento Meccanico Biologico della Provincia di Romaa produrre ilCSS che può essere utilizzato anche in impianti che attualmente utilizzano  CDR, come gli inceneritori.Nella redazione di tali decreti, il Ministero dell'Ambiente sembra aver voluto più perseguire l'obiettivo di trovare una soluzione all'emergenza rifiuti e favorire impiantistica di per se alquanto pericolosa e dannosa per la salute, piuttosto che introdurre norme che regolino in maniera stringente la produzione e l'utilizzazione di CSS-Combustibile, non rispettando oltremodo la gerarchia dei rifiuti imposta dalle direttive europee.Basti pensare che la cessazione di qualifica del CSS come rifiuto è determinata da un'autocertificazione dello stesso produttore di conformità della classificazione (vale a dire -tra l'altro- delle percentuali di mercurio e cloro) del suo prodotto alle norme UNI e che solo per un mese il produttore deve conservare il campione relativo a tale "autocertificazione". Inoltre il produttore deve effettuare un esame sulla specificazione (composizione per metalli pesanti, ecc..) del CSS-Combustibile per lotto e se accerta la non conformità del prodotto, non è nemmeno tenuto a verificare la specificazione dei sottolotti che compongono il lotto.L'assenza di controlli efficaci sulla produzione del CSS-combustibile espone ed esporrà l'ambiente e la salute pubblica a danni ulteriori, se solo si considera che la produzione e l'utilizzo del CSS-Combustibile sprigiona metalli pesanti e diossine talora superiori agli ordinari combustibili fossili. Il nostro appello si rivolge a tutti i cittadini attivi sul suolo nazionale e nella Regione Lazio, a partecipare ad adiuvandum al ricorso proposto, contattando per informazioni l'avvocato Vittorina Teofilatto al3389213916."