Istat: i divorzi una tendenza in crescita

30/05/2013 di Redazione
Istat: i divorzi una tendenza in crescita

L'ultimo rapporto Istat sui matrimoni e i divorzi (dati riferiti al 2011) conferma una tendenza in crescita: se nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. La durata media del matrimonio, al momento dell'iscrizione a ruolo del procedimento, è pari a 15 anni per le separazioni e a 18 anni per i divorzi. L'età in cui matura la scelta di dirsi addio è in media 46 anni per gli uomini, e 43 per le donne in caso di separazione. Il divorzio, invece, arriva rispettivamente a 47 e 44 anni. La soglia si è spostata in avanti negli anni per effetto della posticipazione delle nozze in età più matura e per la crescita delle separazioni con almeno uno sposo ultrasessantenne. La buona notizia è che il percorso scelto è prevalentemente consensuale. Nel 2011 si sono concluse in questo modo l'84,8% delle separazioni e il 69,4% dei divorzi. I casi di separazioni non consensuali - giudiziali - sono più numerosi nel Mezzogiorno (19,9%), e nel caso in cui entrambi i coniugi abbiano un basso livello di istruzione (21,5%). A dirsi addio sono soprattutto coppie con figli. È il caso del 72% delle separazioni e del 62,7% dei divorzi. In particolare, il 90,3% delle separazioni di coppie con figli ha previsto l'affido condiviso, modalità ampiamente prevalente dopo l'introduzione della legge 54/2006. Nel 19,1% delle separazioni è previsto un assegno mensile per il coniuge (nel 98% dei casi corrisposto dal marito). Tale quota è più alta al Sud e nelle isole (rispettivamente 24% e 22,1%), mentre nel Nord si attesta al 16%. Gli importi dell'assegno mensile sono, al contrario, mediamente più elevati al Nord (562,4 euro) che nel resto del paese (514,7 euro). E la casa? Nel 57,6% delle separazioni viene assegnata alla moglie, solo nel 20,9% al marito. Mentre nel 18,8% dei casi si prevedono due abitazioni autonome e distinte, ma diverse da quella coniugale.