Jose Mujica: un Presidente “povero”

23/05/2013 di Redazione
Jose Mujica: un Presidente “povero”

Oggi raccontiamo la storia di Jose Mujica, definito il Presidente più povero del mondo, stiamo parlando della più alta carica dello Stato uruguaiano. Detto "Pepe", il Presidente Mujica, ha rinunciato ad agi e lussi e ha destinato il 90% del suo stipendio statale (circa 12.000 dollari al mese)  alle persone meno agiate e ospita nella sua dimora presidenziale coloro che vivono per strada. Il resto del suo stipendio è circa di 1.500 dollari.  In un'intervista il presidente ha dichiarato "Questi soldi mi devono bastare perché ci sono molti Uruguaiani che vivono con molto meno". Mujica e sua moglie,la senatrice Lucía Topolansky, hanno deciso di vivere in una modestissima fattoria, mangiano gli alimenti che coltivano e conducono una vita molto semplice. In un'intervista che il Presidente uruguaiano ha rilasciato ad un'agenzia spagnola, la Efe, ha dichiarato "Il mio stile di vita è una conseguenza del processo della mia vita. Ho combattuto per quanto è possibile per l'uguaglianza e la parità degli uomini". E continua "il mondo è prigioniero della società dei consumi, ciò che si sta consumando è la vita degli uomini,  si è persa la capacità di godere del tempo e si è dimenticato che la vita è un miracolo. La gente non compra con il denaro, compra con il tempo che spende per ottenere quei soldi. Non si può sperperare questo tempo che viene rubato alla vita". Mujica tiene a sottolineare che il suo non è un appello alla povertà o alla miseria ma semplicemente alla sobrietà. I giornalisti dichiarano, che se si vuole cercare di trovargli un difetto, come ad esempio quello di possedere un IPad, il presidente spiega che ha dovuto iniziare a usarlo per leggere i giornali prima di passare alla Torre Ejecutiva, la sede governativa al centro di Montevideo, perché nel quartiere dove vive con altre tre famiglie la stampa cartacea non arriva. Inoltre il Presidente racconta della sua quotidianità "Cuciniamo noi. Oggi a pranzo, se non cucino io non mangerò"