La città che deve importare spazzatura

09/05/2013 di Redazione
 La città che deve importare spazzatura

Sembra incredibile alle nostre latitudini, ma a Oslo, la capitale della Norvegia, manca sufficiente spazzatura da bruciare negli impianti appositi che producono energia per l'intera città. Tanto che deve importare immondizia  dal Regno Unito, dall'Irlanda e dalla Svezia, e probabilmente tra i fornitori in futuro ci saranno anche gli Stati Uniti. La città è riscaldata per metà dall'immondizia - rifiuti di tutti i giorni, scarti industriali e materiale tossico e pericoloso proveniente dagli ospedali. E pensare che la Norvegia è tra i primi dieci esportatori al mondo di petrolio e gas naturale, oltre ad avere sul suo territorio risorse infinite di carbone ed impianti idroelettrici di prim'ordine. Ad Oslo funziona tutto, anche la raccolta differenziata. Tutto viene gettato seguendo un rigido schema e il materiale raccolto viene portato in luoghi dove gli impianti poi riesconoa decifrare ilcontenuto, grazie al colore dei sacchi, e dividono la spazzatura in maniera automatica. Il caso norvegese non è l'unico. In tutto il Nord Europa, dove c'è l'usanza di bruciare la spazzatura per generare calore ed elettricità, è stato registrato un drastico calo nella quantità di "pattume" a disposizione. Solo gli impianti norvegesi sono in grado di gestire oltre 700 milioni di tonnellate di rifiuti l'anno e la concorrenza aumenta visto la costruzione d'impianti in Svezia, Austria e Germania. La concorrenza svedese è così forte che alcuni comuni norvegesi di confine sono diventati loro fornitori.  Ma non tutti sono contenti di questa corsa alla pattumiera. Lars Haltbrekken, a capo del comitato per la difesa dell'ambiente più antico del Paese, ritiene che l'industrializzazione dell'immondizia possa creare problemi: "premono per generare molta più spazzatura di quanto serva. L'obiettivo sarebbe quello di ridurre l'immondizia presente nel pianeta e poi dovrebbe arrivare la produzione di energia".