La violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione

30/05/2013 di Redazione
La violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione

La Camera ha approvato la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne siglata ad Istanbul l'11 maggio del 2011. I si sono stati 545, il ddl di ratifica adesso passa al Senato per l'approvazione definitiva. La convenzione di Istanbul è il primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro giuridico completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza. Nello specifico, la finalità è quella di ''prevenire e contrastare la violenza intrafamiliare e altre specifiche forme di violenza contro le donne, di proteggere e fornire sostegno alle vittime di questa violenza nonché di perseguire gli autori''. Tra i suoi principali obiettivi la Convenzione ha l'individuazione di una strategia partecipata per il contrasto della violenza sulle donne, ma anche la prevenzione della violenza, la protezione delle vittime e la perseguibilità penale degli aggressori. La Convenzione inoltre promuove l'abbattimento delle discriminazioni per raggiungere l'uguaglianza tra donne e uomini. Ma l'aspetto da evidenziare del testo è rappresentato dal fatto che la Convenzione riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione. Rimane essenziale il finanziamento volto per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno e per sostenere le vittime e lo sviluppo di servizi appositamente dedicati. Inoltre è prevista all'interno della Convenzione il supportyo e la protezione per i bambini testimoni di violenza domestica e la penalizzazione dei matrimoni forzati, delle mutilazioni genitali femminili e dell'aborto e della sterilizzazione forzata. Si riconosce infine il ruolo fondamentale svolto dalla società civile e dall'associazionismo in questo settore. La Convenzione è stata firmata dall'Italia (dall'allora ministro Elsa Fornero) nel settembre scorso a Strasburgo. La Convenzione per entrare in vigore ha bisogno della ratifica di dieci Paesi, di cui almeno otto membri del Consiglio d'Europa. La Convenzione sembra contenere dei puntati scontati invece così proprio non è. Nel 2012 le donne vittime di violenza in Italia sono state centoventiquattro, nel 2013 più di dieci. Vittime di un amore malato o aggredite, ricordiamo in ultima, ma solo per la cronaca, un'adolescente di soli 15 anni che in fondo nemmeno ancora sapeva cos'era la vita, cos'era l'amore, un amore che l'ha bruciata ed ha annullato il suo futuro, il suo poter diventare donna solo perché un uomo, anzi un ragazzino ha deciso che lei non valeva nulla. A questo punto, la Convenzione di Istanbul, meglio tardi che mai.