Migranti: aumentano i ritorni volontari assistiti

30/05/2013 di Redazione
Migranti: aumentano i ritorni volontari assistiti

Sempre più migranti lasciano l'Italia per tornare volontariamente nel loro paese d'origine: nel 2009 avevano aderito a programmi di ritorno volontario assistito (Rva) in 228, da giugno2013 agiugno 2014 sono stimate 1.000 partenze. Tra i motivi principali c'è la perdita del posto di lavoro. Sono i numeri diffusi dalla Rete italiana per il ritorno volontario assistito (Rirva), nata per la promozione e l'attuazione degli rva, progetti cofinanziati dal Fondo Europeo Rimpatri e dal Ministero dell'Interno. Secondo questi dati, dal2009 aoggi ci sono stati 1.961 ritorni assistiti; il 71% riguarda uomini. Il 55% ha ricevuto un supporto alla reintegrazione sociale e lavorativa. Più della metà proviene da Tunisia, Ecuador, Perù e Marocco e le principali regioni di partenza sono Lazio (456 rva), Lombardia (425), Emilia Romagna (189) e Piemonte (152). La perdita del lavoro senza possibilità di ulteriore occupazione (quando si ha il permesso di soggiorno per motivi di lavoro), è la motivazione più diffusa di coloro che scelgono di tornare in patria.  Nel corso degli anni, le risorse destinate al rimpatrio forzato sono diminuite, mentre sono aumentate quelle per il ritorno volontario assistito: nel 2008 per il rimpatrio forzato sono stati investiti 7.895.528 euro a fronte di 1.335.780. Nel 2012 il rimpatrio forzato è sceso a 6.720.000, mentre il ritorno volontario è salito a 5.699.074. Rirva è realizzato dal Consorzio nazionale idee in Rete con il Consiglio italiano per i rifugiati, Oxfam Italia e Gea e il supporto della Fondazione Ismu e Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Assistenti Sociali, e sta consolidando dal 2009 una rete di riferimento nazionale per l'informazione sulla misura del Ritorno volontario Assistito. Attualmente aderiscono alla Rete oltre 340 realtà del privato sociale e istituzioni di tutte le regioni.