Scempio ambientale nel Parco di Veio

09/05/2013 di Redazione
 Scempio ambientale nel Parco di Veio

Doveva essere un'area protetta ed è invece una discarica a cielo aperto: montagne di scarpe accatastate, materassi, frigoriferi, carcasse di auto, motorini, bombole del gas, divani ingombranola via Veientana, nel tratto comunemente noto come strada dell'Acqua Ferrata, in zona Grottarossa. «Sono anni ormai che questa strada è ridotta a immondezzaio - scrive un residente in un documento inviato anche al servizio di vigilanza del Parco -, senza che le autorità competenti abbiano mai dato seguito alle segnalazioni dei cittadini. Veri e propri criminali ambientali depositano, nella più completa e tranquilla impunità, rifiuti di ogni genere: vecchi copertoni, mobili ed elettrodomestici non più usufruibili e un'infinità di altri materiali, la maggior parte dei quali fatti di sostanze nocive, tra i quali anche l'amianto». Un'area gestita da organizzazioni malavitose, che scaricano il materiale in questo spazio verde. Spesso, raccontano i residenti, arrivano anche furgoni di grossi centri commerciali che, invece di smaltire gli elettrodomestici vecchi nei luoghi appositi, li portano qui a marcire. Il Parco di Veio era sorto al fine di salvaguardare gli habitat naturali e la biodiversità delle aree a nord di Roma, oltre che per tutelare e valorizzare i beni archeologici e le zone di valore storico artistico. I cittadini non vogliono rassegnarsi, e sperano in un cambiamento. «Ogni tanto fanno piccoli interventi, piccoli sgomberi ma a poco servono, visti i risultati - lamenta un gruppo di anziani - Non possiamo abbandonare il parco nelle mani di chi vuole distruggerlo e far finta di niente. Ci vorrebbero più controlli, solo così forse si può evitare di distruggere questo luogo». «È una vergogna - dice il consigliere regionale e membro della commissione ambiente, Fabrizio Santori - Quest'area è protetta dal punto di vista normativo, come ente parco, ma non dal punto di vista organizzativo». E aggiunge: «Presenterò una interrogazione all'assessore competente e una convocazione straordinaria della Commissione ambiente per risolvere un problema che da sempre tocca quel quadrante della città e per restituire decoro a uno dei parchi più preziosi della Regione Lazio. Bisogna mettere fine a questo scempio una volta per tutte».