Il 12 maggio a Formia il seminario “Scuole popolari/inte(g)razione linguistica”

09/05/2013 di Redazione
Il 12 maggio a Formia il seminario “Scuole popolari/inte(g)razione linguistica”

Continuano le attività previste dal progetto "Per un Sud Solidale e Proattivo", con il contributo della Fondazione con il Sud. Dopo l'incontro tenutosi a Matera dal 13 al 15 aprile, in cui ci siamo confrontati sulle aree dello sviluppo locale e dell'educazione all'intercultura continuiamo il percorso con il tema  "Scuole popolari/inte(g)razione linguistica". Il seminario organizzato da FOCUS-Casa dei Diritti Sociali con il contributo di Fondazione con il Sud, si svolgerà domenica 12 maggio alle ore 10.00 presso le sale dell'Avvocatura Comunale di Formia, in via Lavanga 140. Nella realizzazione di questa Giornata saranno coinvolte le associazioni partner del progetto "Per un sud solidale e proattivo" sostenuto dalla Fondazione con il Sud  che operano a Gaeta, Bologna, Pisa, Matera, Taranto, Maddaloni, Cosenza, Frosinone, Viterbo, Rieti, Caserta, Benevento, Salerno, Bari, Napoli, Catania, Chieti, Pescara. Inoltre, saranno coinvolti sia i docenti impegnati proprio nei comuni del basso Lazio (Borgo Ermada, Terracina, Fondi), nei 9 corsi regionali del progetto FEI PRILS (Roma, Tivoli, Viterbo, Latina, Frosinone, Rieti) sia i docenti dei corsi in svolgimento a Roma (illaboratorio di italiano L2 del progetto FEI "Orientamenti Interculturali"), sia i volontari impegnati nel sostegno scolastico nelle scuole, nelle attività del progetto NINO e nelle associazioni delle comunità migranti. Dopo due relazioni introduttive, ci si dividerà in tre gruppi di lavoro che poi, al termine dei lavori, riporteranno le conclusioni a tutti i partecipanti. I tre gruppi, ognuno condotto da due persone, saranno così  così strutturati:
Gruppo 1: "Sostegno al successo scolastico dei minori". La crisi che sta subendo ed affrontando il sistema scolastico italiano, con tutti i tagli in termini di risorse umane e finanziarie, si ripercuote innanzitutto sugli alunni di origine straniera e rom, e in generale su tutti quei bambini e adolescenti a rischio, o già vittime, di esclusione sociale. Il loro diritto allo studio è seriamente minacciato, e ciò lo dimostra l'alto numero di bocciature o abbandoni scolastici, o le scelte di percorsi non sempre appropriati. Gli oltre 755.000 alunni di origine straniera che lo scorso anno scolastico hanno frequentato le scuole italiane rappresentano un'enorme ricchezza, ma spesso rischiano di restare indietro, dato che il più delle volte non si riesce a sostenerne i bisogni specifici e le fragilità inevitabili. I nostri interventi di sostegno scolastico in senso stretto, o quelli di più ampio respiro come il premio Nino, rappresentano il nostro modo di promuovere il diritto allo studio e accompagnare verso il successo scolastico ogni singolo alunno in difficoltà.
Gruppo 2: "Sperimentazioni didattiche interculturali". Negli ultimi tempi alcuni gruppi di intervento stanno mettendo in campo sperimentazioni didattiche e laboratoriali interculturali. Soprattutto nelle scuole, ma anche con gli adulti, si stanno sperimentando metodologie, in alcuni casi innovative, che vanno però coltivate per essere ulteriormente sviluppate come contributo ad una didattica interculturale e plurilingue. Dai gruppi di lavoro che hanno provato ad elaborare metodologie sperimentali e unità didattiche interculturali, alle attività laboratoriali basate sulla "peer education", agli interventi messi in campo con gli insegnanti, sono tutte azioni che vanno analizzate e sviluppate, riproposte per l'anno scolastico prossimo e inserite nel piano dell'offerta formativa del più ampio numero di scuole. È necessario rafforzare e aumentare la qualità della collaborazione con le scuole ove già interveniamo (minori stranieri, rom ed italiani in difficoltà) e, allo stesso tempo, costruire rapporti con nuovi istituti.
Gruppo 3: "L'italiano L2 per gli adulti". L'educazione degli adulti e l'insegnamento dell'italiano come strumento fondamentale di inclusione sociale ed esercizio dei diritti. La cittadinanza attiva e interculturale si costruisce, tra le altre cose, attraverso l'apprendimento della lingua italiana, l'istruzione e la formazione continue. Le nostre scuole popolari sono da anni impegnate sul fronte della lotta all'esclusione sociale attraverso una metodologia che prevede l'insegnamento dell'italiano L2 (mai, però, inteso come un processo a senso unico, ma tendente sempre a valorizzare i bagagli linguistici e culturali delle persone), a cui si affiancano una serie di interventi strategici che vanno dall'accoglienza, all'orientamento ai servizi del territorio, alla tutela dei diritti, all'assistenza sanitaria e legale.