Tornano le “cene carbonare” di SoulFood

16/05/2013 di Redazione
Tornano le “cene carbonare” di SoulFood

"La tavola imbandita rappresenta il primo luogo in cui si costruisce una società". È questa la filosofia di Donpasta (al secolo Daniele De Michele), ideatore del Festival SoulFood realizzato insieme all'associazione Terre fertili, che il 24 maggio (giorno di apertura della sesta edizione) porterà persone sconosciute a sedersi a otto tavoli diversi il cui indirizzo hanno saputo solo poche ore prima. Il programma: cuochi non convenzionali, animati da una sana passione per il buon cibo genuino, trascorreranno la giornata a preparare una cena per sconosciuti commensali. Alla sera si ritroveranno tutti insieme  intorno a un tavolo di un'abitazione privata, il cui indirizzo sarà tenuto segreto fino al giorno precedente. Le cene si svolgeranno contemporaneamente in otto case e saranno l'occasione per sperimentare un nuovo modo di stare insieme e (soprattutto) condividere storie, esperienze, proposte e buone pratiche improntate ai concetti di sostenibilità, eco compatibilità e integrazione. Ogni cena avrà infatti un tema. In una casa (di cui al momento si sa solo che si trova in zona viale Palmiro Togliatti) si ritroverà ad esempio un gruppo di "Carbonari sotto il mare". Ospite d'onore lo scrittore Stefano Benni. Nelle stesse ore, a San Lorenzo, Sergio servirà il pesce della sua pescheria di Torpignattara, mentre Marco Desiati, scrittore e direttore editoriale di Fandango Libri, ragionerà insieme agli altri commensali di una Taranto con "Più cozze, meno I(l)va". In zona San Giovanni altri "carbonari" si daranno appuntamento per pedalare insieme verso l'abitazione che ospiterà una cena dedicata al tema della mobilità. A poche centinaia di metri, un piccolo gruppo di agricoltori dell'Alta Irpinia (Terra e Libertà) porterà in tavola storie di "resistenza contadina" condite con prodotti freschi e genuini, coltivati da loro stessi con metodi di agricoltura tradizionale. In zona Monteverde l'urbanista Enzo Scandurra traccerà il filo di luoghi e momenti di resistenza nelle quotidianità di "vite periferiche". Alla Giustiniana i ragazzi della cooperative agricola Co.R.Ag.Gio serviranno piatti e racconti improntati a un modello di agricoltura multifunzionale, praticata su terre pubbliche strappate al cemento, ai rifiuti e al degrado.A Trastevere MarcoOmizzolo (associazione In Migrazione) narrerà, insieme a tre ragazzi della comunità indiana Sikh di Sabaudia, storie di caporalato nei campi dell'Agro Pontino. Di beni confiscati e mafie si discuterà infine in zona Nomentano, gustando una cena a base di prodotti provenienti dalle cooperative di Libera Terra. Per prendere parte alle "cene carbonare" è necessario prenotarsi inviando una mail a cenecarbonare@thesoulfood.net. Il costo è di 25 euro a persona, che serviranno a coprire la spesa, remunerare i cuochi e soprattutto sostenere alcuni dei progetti sociali protagonisti del festival SoulFood. Che il giorno successivo (sabato 25 maggio) si sposterà nello spazio liberato del Nuovo Cinema Palazzo (San Lorenzo) per una lunga festa di quartiere. E infine domenica 26 "occuperà" il giardino del Circolo degli Artisti, trasformato in un mercato a cielo aperto in cui incontrare i produttori "solidali", fare la spesa e regalarsi un aperitivo con prodotti gastronomici locali.