A Damasco una duplice esplosione omicida ha compiuto numerose vittime

13/06/2013 di Redazione
 A Damasco una duplice esplosione omicida ha compiuto numerose vittime

L'Austria intanto ha iniziato il ritiro delle proprie forze di pace dalle alture del Golan, dopo quattro decenni, visti gli eccessivi combattimenti in zona. Gli austriaci hanno pattugliato questa zona cuscinetto tra Israele e Siria da quando è stata istituita la missione di pace nel 1974. Nel frattempo, l'UNHCR dichiara che è in trattativa con gli Stati Uniti, la Germania e altri paesi europei per offrire asilo a migliaia di profughi siriani. Il numero dei rifugiati ha, infatti, raggiunto 1,6 milioni, dopo più di due anni di combattimenti, con la maggior parte di loro in fuga verso il vicino Libano, la Giordania, la Turchia e l'Iraq, così come l'Egitto. Le Nazioni Unite hanno avvertito che il numero totale potrebbe raggiungere i 3,45 milioni entro quest'anno. Nonostante gli sforzi messi in campo da parte dei paesi confinanti con la Siria per far fronte alle conseguenze della crisi, le risorse sono al limite e le tensioni sono in aumento. Mentre richiedono un sostegno urgente per rispondere alle crescenti esigenze dei rifugiati, compresa l'assistenza sanitaria di secondo livello, ripari, acqua e servizi igienico-sanitari, i paesi ospitanti devono comunque tenere aperte le loro frontiere, per garantire ai siriani il diritto a cercare rifugio. È tempo che gli stati donatori stanzino i fondi necessari per sostenere i bisogni di salute e di soccorso dei rifugiati, e che tutti gli attori coinvolti nel conflitto garantiscano che venga fornita un'assistenza umanitaria adeguata, sia all'interno, che all'esterno della Siria. Dalle parole  bisogna passare ai fatti L'Arab Center for Research and Politics Studies ha condotto un sondaggio tra il luglio 2012 ed il marzo 2013 coinvolgendo 14 paesi arabi, dalla Mauritania al Kuwait. Secondo i dati raccolti, il 66% degli arabi giudica positive le rivoluzioni scaturite dalla primavera araba, mentre il 22% degli interpellati ha riservato un giudizio negativo. Con particolare attenzione al conflitto siriano, il 77% ha dichiarato di appoggiare la rivoluzione in atto nel paese a fronte di un 13% contrario. L'abbandono del potere da parte del presidente Assad e la caduta del regime continuano ad essere le condizioni fondamentali per una risoluzione del conflitto. Osservando questi dati emerge che, al di là delle difficoltà, c'è ancora fiducia su un futuro migliore per i paesi toccati dalle rivoluzioni arabe.