La spesa pubblica per il contrasto dell’immigrazione irregolare

13/06/2013 di Redazione
La spesa pubblica per il contrasto dell’immigrazione irregolare

"Costi disumani. La spesa pubblica per il contrasto dell'immigrazione irregolare" è l'ultimo rapporto presentato da Lunaria grazie al contributo dell'Open Society Foundation. Per l'Italia stanno diventando "costi disumani", insostenibili e infruttuosi, quelli sostenuti dallo Stato per trattenere i migranti senza documenti nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) o rifiutarli direttamente in mare. Secondo il Rapporto ammonta a 55 milioni di euro la cifra che lo Stato spende ogni anno per i CIE. Nonostante il grande "investimento" si è ben lontani dai grandi risultati attesi con l'istituzione dei CIE: su 169.126 persone "transitate" nei centri tra il 1998 e il 2012, sono state soltanto 78.081 (ovvero il 46,2% del totale) quelle effettivamente rimpatriate. A causa dei tagli della spending review, che ha portato la spesa procapite per i trattenuti a soli 30 euro al giorno più Iva, le condizioni nei centri sono diventate, se possibile, ancora più difficili. "La novità di questa ricerca, sottolinea Pietro Soldini, responsabile nazionale immigrazione della Cgil, sta nell'aver mostrato che i tagli della spending review non solo rendono questi posti, se possibile, ancora più simili a lager per i migranti, ma anche per il personale che ci lavora. I diritti umani non sono rispettati nei confronti di nessuno, tanto che come sindacato stiamo seguendo la vertenza dei lavoratori dei Cie di Bologna e Modena".  Oltre ai pesanti costi sostenuti per i CIE, sono da menzionare anche i 331,8 milioni di euro spesi per il controllo delle frontiere esterne. 111 milioni hanno finanziato l'acquisto di nuove tecnologie, sistemi di identificazione e comunicazione nell'ambito del Pon Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno. 60,7 milioni di euro sono stati stanziati nell'ambito del Fondo Europeo per i Rimpatri, mentre oltre un miliardo di euro è stato impegnato per l'allestimento, il funzionamento, la gestione e la manutenzione di Cie, Cpsa, Cda e Cara, 151 milioni di euro, infine hanno finanziato progetti di cooperazione con i paesi terzi in materia di immigrazione. Le politiche del "rifiuto" non solo si dimostrano estremamente costose ma non frenano nemmeno l'ingresso di coloro che non hanno un regolare permesso di soggiorno. C'è la necessità di monitorare in modo più stringente la spesa pubblica in materia di contrasto dell'immigrazione irregolare e l'operato del Governo e di riformare la disciplina sull'ingresso, il soggiorno e le espulsioni dei migranti. Il modo migliore per "contrastare l'immigrazione irregolare" è quello di facilitare l'ingresso e il soggiorno regolare dei migranti in Italia. L'associazione Lunaria auspica anche che si arrivi al più presto alla chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione. In attesa di una riforma complessiva, viene chiesta l'attivazione immediata del Parlamento al fine di ridurre il periodo di permanenza massimo nei centri e che siano evitati quei bandi al ribasso per la gestione dei centri che determinano un'ulteriore peggioramento delle condizioni di vita dei migranti nei Cie e numerose violazioni dei diritti umani.