Lampedusa: nuovi sbarchi, nuove morti

20/06/2013 di Redazione
Lampedusa: nuovi sbarchi, nuove morti

Giusi Nicolini, Sindaco di Lampedusa, lancia un appello all'Europa, all'Italia. In questi giorni sono ripresi gli sbarchi nell'isola, quasi mille persone arrivate in pochi giorni.  "Allo Stato chiediamo di non essere lasciati soli, Lampedusa e' un pezzo d'Italia e non un' isola di frontiera, su cui scaricare le incongruenze della politica". Continua la Nicolini  "La nostra Europanon ha il coraggio di guardare in faccia questo dramma. Su Lampedusa si scarica un peso enorme". "Per evitare che si ripeta la parentesi dolorosa e vergognosa del 2011 -conclude Nicolini- occorre far si' che Lampedusa torni ad essere un'isola di soccorso e di passaggio e che la macchina dei trasferimenti funzioni alla perfezione per evitare situazioni di emergenza". Il Centro di identificazione e accoglienza conta attualmente 855presenze a fronte di una capienza massima prevista di 300 persone.  Gli approdi massicci d questi giorni hanno visto le forze dell'ordine bloccare sulla spiaggia di calaPisana cinque tunisini e due cittadini del Bangladesh. In precedenza erano sbarcati in 121, fra cui 8 donne, soccorsi a60 migliaa Sud-Est da Lampedusa e altri 33 subsahariani recuperati, dalle motovedette della guardia costiera, a77 migliaa Sud-Est. Le buone condizioni atmosferiche stanno agevolando le traversate in mare e dopo i 921 migranti salvati tra sabato e domenica, altri interventi hanno visto impegnati uomini e mezzi della Guardia Costiera e della Marina Militare. Oltre mille, dunque i migranti tratti in salvo nelle ultime ore. Nei primi cinque mesi dell'anno erano sbarcati in Italia 4.391 stranieri. Con gli arrivi di questa metà di giugno il numero complessivo è decisamente salito. Purtroppo non sono mancate le tragedie, e ancora una volta il Mediterraneo si è trasformato in un cimitero. Sono 7 i migranti che sarebbero annegati nel Canale di Sicilia mentre tentavano di aggrapparsi a una gabbia per l'allevamento di tonni trainata da un motopeschereccio tunisino. Lo hanno riferito i 95 superstiti che erano a bordo di un gommone una volta giunti a Lampedusa. Secondo la ricostruzione fatta dai sopravvissuti, i loro compagni sarebbero finiti in mare dopo che l'equipaggio del motopeschereccio "Khaked Amir" aveva tagliato il cavo che trainavala gabbia. Alcuni avrebbero anche tentato di salire sul peschereccio, ma sarebbero stati respinti con la forza. A questo punto ci auguriamo che vengano subito prese delle misure che creino, in tempo, delle misure umanitarie adeguate.