Libia: Amnesty denuncia le condizioni di rifugiati e richiedenti asilo

26/06/2013 di Redazione
 Libia: Amnesty denuncia le condizioni di rifugiati e richiedenti asilo

Ad aprile e maggio una delegazione di Amnesty International ha visitato i cosiddetti "centri di trattenimento" della Libia. Al momento della visita, nel paese erano operativi 17 centri diretti dal ministero dell'Interno, nei quali erano detenuti 5.000 rifugiati, richiedenti asilo e migranti, senza contare quelli detenuti nei centri gestiti dalle varie milizie. Così Amnesty International ha diffuso un documento nel quale chiede alle autorità libiche di porre immediatamente fine alla detenzione a tempo indeterminato di rifugiati, richiedenti asilo e migranti (compresi bambini) in prigioni definite "centri di trattenimento", a soli fini di controllo dell'immigrazione. All'interno dei centri, scarse condizioni igieniche ed un elevato rischio di contrarre malattie e infezioni, come polmonite e dissenteria. Nel centro di Sabha a maggio erano 1300 le persone trattenute, ammassati in celle sporche e sovraffollate. La prigione è risultata priva di un servizio di fognatura funzionante e i corridoi erano pieni di immondizia. Circa 80 detenuti presumibilmente affetti da scabbia erano sottoposti a 'trattamento' in un cortile, sotto al sole, in condizioni di disidratazione. I delegati di Amnesty International hanno documentato numerosi casi di detenuti, uomini e donne, sottoposti a brutali pestaggi. Ha dichiarato Hassiba Hadj Sahraoui, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International "Le torture e i maltrattamenti che abbiamo scoperto nei "centri di trattenimento" sono inaccettabili e costituiscono una macchia sulla Libia post-Gheddafi. Gli abusi nei confronti dei cittadini stranieri provenienti dall'Africa subsahariana erano diffusi nell'era-Gheddafi e rischiano di diventare una caratteristica permanente del paese, se le autorità di Tripoli non cambieranno immediatamente le loro politiche".