Rebibbia: carcere lontano dal reinserimento sociale

20/06/2013 di Redazione
Rebibbia: carcere lontano dal reinserimento sociale

Dura la denuncia del segretario generale dell'Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, Leo Beneduci, relativa al carcere di Rebibbia. Il carcere sarebbe ben lontano da quella funzione di reinserimento sociale che si è prefisso con la modernità. Mancano poliziotti e ci sono più detenuti di quanti la struttura potrebbe contenerne. Parlando di sovraffollamento non diciamo niente di nuovo. 1218 posti per 1776 detenuti a Rebibbia, 725 per1050 aRegina Coeli, 257 per411 aRebibbia Femminile. E peggio ancora se si passa al numero di  agenti: 860 previsti a Rebibbia e 660 presenti, 640 previsti a Regina Coeli e 490 presenti. A Rebibbia, a mancare, sarebbero circa duecento agenti di polizia penitenziaria. Continua Beneduci, "Non si può stare con un agente a padiglione, è inammissibile". La diminuzione dell'organico sarebbe da collegare sia ai tagli governativi che all'abbandono per raggiunto limite di età degli agenti in servizio. "Il punto è che il blocco del turn over ci impedisce di riassumere. Perdiamo personale che non possiamo riacquisire". Inoltre, altra aggravante sarebbe quella relativa ad una pessima gestione degli interventi sanitari nelle mura del penitenziario. "Vi pare la normalità che ci sia un solo defibrillatore in tutto il penitenziario?".