Siria: l’Onu sull’uso di armi chimiche

06/06/2013 di Redazione
Siria: l’Onu sull’uso di armi chimiche

Associated Press interviene sul comunicato delle Nazioni Unite sull'utilizzo di armi chimiche in Siria e scrive: "nel rapporto si sostiene che ci siano "ragionevoli basi" per credere che in almeno quattro momenti diversi della guerra civile siriana si sia fatto uso di una quantità limitata di sostanze chimiche tossiche, anche se al momento non è ancora possibile determinare il tipo di sostanze e chi ne abbia fatto uso". L'Onu dice di essere giunta a queste conclusioni dopo aver intervistato molti rifugiati siriani, personale medico e alcune vittime degli attacchi. Una valutazione definitiva e più precisa sarà possibile solo dopo avere eseguito dei test su campioni prelevati direttamente dalle persone uccise e dai luoghi in cui si crede si siano verificati questi attacchi. Quindi ciò potrà accadere solo nel momento in cui Assad permetterà agli ispettori della Commissione di entrare nel paese, autorizzazioni che ad oggi sono state sempre negate. Il rapporto della Commissione affronta anche altri crimini compiuti in Siria, crimini di guerra contro l'umanità e che sarebbero 17 nel periodo da metà gennaio a metà maggio. Il New York Times dichiara "l'esercito e le milizie fedeli ad Assad, hanno compiuto torture, stupri, trasferimenti e sparizioni forzate; i ribelli sono accusati di avere ucciso molti nemici senza averli prima processati, oltre che essere responsabili di torture, sequestri e saccheggi. Il rapporto aggiunge però che le violazioni e gli abusi commessi dai ribelli non hanno raggiunto l'intensità e la portata di quelli commessi dalle forze governative e dalle milizie affiliate". Il rapporto esprime giudizi anche riguardo alla fine dell'embargo e all'ipotesi di trasferimento di armi a favore dei ribelli siriani. La Commissione dichiara che  se questo si verificasse il rischio che vengano commesse ulteriori violazioni del diritto internazionale di guerra aumenterebbe.  Il 27 marzo scorso il segretario dell'ONU, Ban Ki-Moon, aveva nominato lo scienziato svedese Ake Sellstrom a capo della Commissione, istituita come team indipendente per indagare sull'eventuale uso di armi chimiche in Siria, di cui si era parlato soprattutto in occasione dell'attacco del 19 marzo vicino alla città siriana di Aleppo, che aveva causato la morte di 26 persone. Da allora diversi giornali internazionali, tra cui il francese Le Monde, e diverse agenzie di intelligence, tra cui quelle degli Stati Uniti e di Israele, avevano testimoniato l'uso di armi chimiche nel conflitto in Siria.