Turchia, nuove forme di protesta

20/06/2013 di Redazione
 Turchia, nuove forme di protesta

Erdogan minacciava di intervenire con l'esercito per placare le proteste che ormai da due settimane  animano le principali città della Turchia. "Non riconosco questo parlamento dell'Unione europea" ha detto il premier Erdogan riferendosi alla risoluzione critica nei confronti  della repressione delle proteste in corso in Turchia, approvata la  scorsa settimana dall'assemblea Ue. "La Turchia, ha proseguito il  premier, citato dall'agenzia Anadolu, non è un paese la cui agenda politica può essere definita da altri. La Turchia oggi definisce da sé la sua agenda politica". Ma diciamo pure che le violenze messe in atto contro i manifestanti non fanno parte di uno stato democratico quindi quello militare è già iniziato da un po'.  Mentre i sostenitori di Erdogan si sono potuti radunare in centinai di migliaia nel luogo prestabilito, alle altrettante centinaia di migliaia di persone che avrebbero voluto scendere in piazza per protestare contro lo sgombero di Gezi Park e contestare Erdogan, è stato militarmente impedito. Tonnellate di lacrimogeni sono stati riversati in tutti i luoghi della città dove vi erano tentativi, da parte dei manifestanti, di radunarsi. Dalle varie corrispondenze di Italiani a Istanbul si legge che "Taxim e Gezi Park sono un deserto e la città è letteralmente sotto occupazione militare: polizia ovunque, elicotteri in perlustrazione, aria irrespirabile. I gruppi di manifestanti sono sempre più dispersi e sparuti. Una lotta impari. Una democrazia sotto assedio. Non mancano le resistenze. In alcuni quartieri ancora si costruiscono barricate, i tifosi del çarsi Besiktas , quelli che nel corso di queste settimane hanno portato avanti gli scontri più duri, hanno convocato un presidio nel loro quartiere. Si manifesta, sempre fortemente repressi, in città come Ankara e Izmir". I manifestanti stanno cambiando strategia: ci sono molte manifestazioni del tipo "persone in piedi" (duranadam) e la gente ha iniziato ad organizzare assemblee pubbliche e discussioni aperte nei parchi. La loro attenzione sta rivolgendosi piu' alle forme decentralizzate di organizzazione che agli eventi nei luoghi piu' centrali. Per quanto riguarda la nuova forma di resistenza civile, quella delle 'persone in piedi', e' stata lanciata la notte scorsa a Taksim da un solo uomo, il coreografo Erdem Gunduz, che e' rimasto immobile per cinque ore in mezzo alla piazza simbolo della rivolta dei giovani davanti al grande ritratto del fondatore della Turchia laica moderna Mustafa Kemal Ataturk. Mano a mano l'uomo e' stato raggiunto da altri oppositori, che si sono immobilizzati accanto a lui, lo sguardo rivolto verso Ataturk. In altri quartieri di Istanbul e in altre citta' del paese altre persone si sono fermate per la strada, nelle piazze, in luoghi simbolo (ad Ankara una donna e' rimasta ferma per ore a Kizilay sul posto in cui e' stato ucciso dalla polizia il manifestante Ethem Sarisuluk). Su twitter l'hashtag #duranadam e' diventato in poco tempo un trending topic mondiale. Nel cuore della notte la polizia ha arrestato Gunduz e le persone che protestavano pacificamente immobili in mezzoa Taksim. Ilcoreografo e' stato poi rilasciato. Ha annunciato che continuera' per un mese a protestare contro la violenza della repressione e per piu' liberta' e democrazia in Turchia. Un appello e' stato lanciato perche' la protesta diventi nazionale e che chi vuole aderire si fermi alle 8 ogni sera e diventi un 'Uomo in piedi'.