“Famiglia Cristiana” lancia la raccolta firme per abolire il reato di clandestinità

18/07/2013 di Redazione
“Famiglia Cristiana” lancia la raccolta firme per abolire il reato di clandestinità

Successiva alla visita del Papa a Lampedusa, "Famiglia Cristiana" lancia attraverso il sito una raccolta firme per abolire il reato di clandestinità. Si legge sul sito "Le parole del Papa a Lampedusa hanno messo a nudo l'assurdità di una legge che offende la dignità umana. E' ora di cancellarla. Perché l'immigrazione non è un'emergenza ma è "affare di tutti". Il Governo trovi il coraggio di affrontarela questione. Se non ora, quando?". Per i Paolini sono almeno cinque i motivi che giustificano l'abolizione: Non serve per contenere l'immigrazione illegale. Anche senza il reato, ci sono regole precise (fermo, detenzione nei Cie, identificazione ed espulsione immediata) per trattare gli immigrati irregolari. Il reato di clandestinità ha aggravato la già grave situazione delle carceri italiane. È disumano mettere in galera un migrante senza dargli la possibilità di dimostrare che ha diritto all'asilo umanitario o allo status di rifugiato. Se il reato fosse stato in vigore altrove, milioni di nostri antenati sarebbero stati in prigione in Usa, Argentina, Brasile e nei molti altri Paesi dov'erano emigrati. E' stata la legge 94 del 15 luglio 2009, il cosiddetto "Pacchetto Sicurezza", ad introdurre nell'ordinamento italiano il reato di "ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato". E' dal 2009 che con cittadini, enti della società civile e movimenti ci battiamo per l'abolizione di "questo reato" ed ogni giorno diamo una mano perché la singola persona possa cambiare la situazione in cui si trova verso il soggiorno regolare della cittadinanza. Dal 13 luglio anche  Famiglia Cristiana, grazie a Papa Francesco, con il lancio di  questa petizione, aiuta a rafforzare ed estendere l'impegno per innovare  la legislazione.