Bracciano tra i laghi più inquinati

18/07/2013 di Redazione
Bracciano tra i laghi più inquinati

Presentati i risultati del monitoraggio della Goletta di Legambiente nei laghi del Lazio: su 23 specchi d'acqua, quattro sono fortemente inquinati, quattro "soltanto" inquinati e i restanti nei limiti di legge. "I risultati non sono brillantissimi - ha commentato  Clara Vaccaro, sub-commissario all'Ambiente della Provincia di Roma - ma se possono servire a far riflettere e stimolare diventano importanti. Le istituzioni sono in prima linea, ma il territorio è di tutti e a tutti bisognerebbe far conoscere questi dati per salvaguardare quelli che sono beni comuni". Nel dettaglio, a preoccupare maggiormente è il lago di Bracciano, fortemente inquinato in quattro dei cinque prelievi: fa eccezione il comune di Anguillara Sabazia. Sempre nella provincia di Roma, risultato negativo anche per il lago di Albano nei comuni di Castel Gandolfo e Rocca di Papa. Situazione che non cambia spostandosi nella provincia di Viterbo, dove è risultato inquinato il lago di Bolsena nei prelievi effettuati a Capodimonte e Montefiascone. A superare l'esame di Goletta dei laghi sono invece le acque del lago di Turano, quelle del lago di Posta Fibreno e quelle del lago di Salto. "Le analisi eseguite nel Lazio - ha spiegato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - evidenziano che i problemi arrivano da fossi, canali o scarichi. Occorre potenziare gli investimenti su reti fognarie, condotte e depurazione e sostenere il Por 2014-2020 europeo, richiamando le istituzioni a impegnarsi in progetti speciali di bonifica".  "Con i tecnici - ha aggiunto Giorgio Zampetti, responsabile scientifico Legambiente nazionale - abbiamo eseguito un monitoraggio che individua parametri della contaminazione delle reti fognarie. L'obiettivo è quello di vedere dove sono presenti criticità, scegliendo i punti in base a quelli indicati dai circoli e anche dalle segnalazioni. Un discorso a parte merita invece il lago di Vico, dove è ancora in corso la bonifica dell'area della cittadella dove si fabbricavano armi chimiche durante la Seconda guerra mondiale". Nel prelievo effettuato nel lago di Vico infatti, nonostante i valori batteriologici siano risultati migliori rispetto a quelli dello scorso anno, restano i problemi rilevati dalla concentrazione di arsenico oltre la soglia di contaminazione.