Egitto: il Ramadan non ferma gli scontri

18/07/2013 di Redazione
Egitto: il Ramadan non ferma gli scontri

In Egitto continuano gli scontri e negli ultimi giorni ci sono stati pesanti tafferugli al Cairo tra i sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi e le forze dell'ordine. I Fratelli musulmani parlano di almeno due morti e 300 feriti. I disordini sono scoppiati dopo l'iftar, il pasto che interrompe il digiuno diurno per il Ramadan, quando centinaia di giovani con il volto coperto hanno occupato il centralissimo ponte 6 ottobre, sul Nilo. Intanto il Governo è stato composto, tecnocrati e liberali con il primo ministro Hazem Beblawi e il presidente Adly Mansour. Nel governo donne e cristiani mentre il generale al-Sisi "responsabile" di aver rovesciato Morsi è stato "promosso" a vice capo del governo e ministro della difesa. La assenza formale degli islamisti fa pensare che sarà difficile una conciliazione pacifica. I Fratelli Musulmani attraverso il loro portavoce, Gehad el-Haddad, sostengono che "Si tratta di un movimento illegale, un primo ministro illegale, un governo illegale; Noi non riconosciamo nessuno di loro", infatti, anche ieri sera migliaia di sostenitori di Morsi sono scesi in strada.