Egitto: la Costituzione è sospesa, ora governo tecnico e poi nuove elezioni

04/07/2013 di Redazione
Egitto: la Costituzione è sospesa, ora governo tecnico e poi nuove elezioni

Piazza Tahrir è riesplosa di gioia dopo la destituzione di Morsi e dopo i giorni difficili per le donne e gli uomini che protestavano nelle strade del Pese. Nella giornata di mercoledì Morsi invitava i Fratelli Musulmani a opporsi alla ribellione e a difendere la legittimità del suo mandato ma poche ore dopo, la sua destituzione dal potere, da parte dei militari. Subito dopo l'annuncio della destituzione del presidente Mohamed Morsi sono state oscurate le televisioni dei salafiti "el Hafez" (il guardiano), "el Naas" (la gente)  e quella della Fratellanza "Misr 25". Al Jazeera ha denunciato un'irruzione di militari nella propria sede. Durante la notte sono stati arrestati anche i leader dei "Fratelli musulmani", El Katatni e Al Bayoumi e un ordine di arresto è arrivato anche per circa 300 appartenenti al partito islamista. Sempre nella serata di mercoledi il ministro della Difesa Abdel Fattah el Sissi ha annunciato la road map informando: "la Costituzione è sospesa, ora governo tecnico e poi nuove elezioni". A queste parole piazza Tahir è esplosa e i manifestanti hanno fatto une vera e propria festa con lancio di fuochi d'artificio. Abdel Fattah el Sissi ha poi aggiunto: "Malgrado i tentativi delle forze armate di spingere al dialogo e allentare la tensione il presidente Mohamed Morsi non ha risposto alle domande della gente". Il presidente della Corte costituzionale Adli Mansour è stato nominato capo delle Stato ad interim. Essam el-Erian, esponente di rango del Partito Libertà e Giustizia, braccio politico dei Fratelli Musulmani, ha fatto sapere che "la gente non se ne starà tranquilla di fronte a una ribellione dei militari. La libertà è più preziosa della vita". Intanto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon, si è detto "preoccupato per l'interferenza dei militari" negli affari dell'Egitto. Ban ha aggiunto che "sarà cruciale rafforzare il governo civile in linea con i principi della democrazia". Secondo il capo dell'Onu, nelle loro proteste gli egiziani hanno espresso profonda frustrazione e legittime preoccupazioni.