Tar: no al trasferimento dei rifiuti di Roma nel Lazio

11/07/2013 di Redazione
Tar: no al trasferimento dei rifiuti di Roma nel Lazio

Continua la saga del trasferimento dei rifiuti di Roma negli impianti fuori della Capitale. La seconda sezione bis del Tar del Lazio ha bocciato in parte i due decreti emanati a gennaio e a marzo dall'ex ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, per affrontare l'emergenza rifiuti in città. "Stiamo valutando se proporre appello" ha commentato l'attuale ministro dell'Ambiente Andrea Orlando. Dopo la decisione di ieri del Tar, l'Ama comunque continuerà a portare l'immondizia in questi centri fino a che non arriverà una disposizione ufficiale da parte del commissario all'emergenza rifiuti Goffredo Sottile che indichi altre soluzioni. Il ricorso al Tar era stato presentato dal Comune di Albano, dalla Provincia di Frosinone e dalla società Saf (che gestisce il Tmb di Colfelice). L'ex ministro Clini aveva invece stabilito l'invio di circa 450 tonnellate giornaliere di rifiuto così come viene raccolto nei cassonetti verso gli impianti Tmb di Albano, Colfelice e Viterbo (che secondo i carabinieri del Noe lavorano a scartamento ridotto). Il primo dei due decreti di Clini aveva nominato Sottile commissario attribuendogli alcuni poteri, tra cui quello di individuare una serie di impianti Tmb fuori Roma e inviare lì una quota di rifiuti indifferenziati che i 4 Tmb di Roma non riescono a trattare. Sottile indicò gli impianti di Albano, Colfelice e Viterbo. Intanto Sottile difende la scelta di prorogare fino al 30 settembre la discarica di Malagrotta: "La nuova proroga di Malagrotta era l'unica cosa che potevamo fare in questo momento" ha detto ai microfoni di Radio Vaticana, "bisogna però considerare che lì ora il rifiuto di Roma arriva trattato, e questo per la Capitale è un fatto storico, un grande risultato". E sul sito della nuova discarica aggiunge: "Tra un mese dovrò trovare la soluzione, presentarla al ministro che poi la dovrà approvare, sentiti gli enti territoriali. Comunque, io non parlerei di emergenza. Siamo in una situazione di criticità, di grave criticità ma non certo di emergenza. Anche perché alcune cose non vanno poi tanto male. Ad esempio, la differenziata sta andando avanti secondo i programmi e a dicembre prossimo dovremmo arrivare al 40%, mentre gli impianti stanno lavorando secondo le capacità previste ". Non è un segreto che Sottile abbia più volte appoggiato la scelta di Monti dell'Ortaccio come sito per la nuova discarica, ipotesi che però trova ora la decisa opposizione della nuova amministrazione capitolina. Così l'assessore ad Ambiente e Rifiuti Estella Marino: "Dopo un colloquio con il sindaco ho avuto conferma che per nessun motivo, ripeto, nessun motivo intendiamo utilizzare il sito di Monti dell'Ortaccio per una nuova discarica. Se qualche atto del comune non è in linea con questa decisione verrà rettificato". "L'inquinamento di Valle Galeria ha causato fin troppi timori, vista la grande incidenza di patologie riscontrate nella zona" esulta Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell'associazione Codici, che sostiene il legame tra i danni alla salute denunciati dai cittadini e la presenza della discarica di Malagrotta. Gli altri due siti ipotizzati finora (due cave, una su via della Selvotta e una tra Trigoria e Fonte Laurentina nel IX Municipio) vedono invece la comprensibile opposizione del presidente del Municipio Andrea Santoro. "Dobbiamo coinvolgere e responsabilizzare i cittadini: nei prossimi giorni invierò una lettera a tutte le famiglie del Municipio IX che dal 15 luglio saranno interessate dalla raccolta porta a porta per incentivarle a partecipare a questo nuovo sistema" spiega Santoro. "Il funzionamento di una raccolta che ora può sembrare scomoda e ostile ci permetterà di diminuire progressivamente la realizzazione di nuove discariche". Poi prende le distanza dal metodo usato per individuare i nuovi siti: "Non condivido le modalità di decisione senza il confronto con chi vive nel territorio. Io ho appreso dai giornali l'ipotesi di una discarica nel Municipio che presiedo. Invece una scelta così delicata dovrebbe essere affrontata con le istituzioni locali".