Turchia, i manifestanti entrano a Gezi Park, per poco

11/07/2013 di Redazione
Turchia, i manifestanti entrano a Gezi Park, per poco

Alla presenza dei giornalisti di tutto il mondo, del sindaco e del prefetto di Istanbul, martedi scorso avrebbe dovuto riaprire Gezi Park. La riapertura dei cancelli era però destinata alle sole istituzioni, e solo a coloro che avrebbero dovuto raccontarea tutto ilmondo la linearità dell'evento. E tutti coloro che da oltre un mese manifestano per la libertà, la democrazia. Manifestanti che comprendono ultras delle 3 squadre di calcio della città come i lavoratori in lotta dei sindacati, le forze extraparlamentari, gli studenti, i movimenti LGBTQ, le minoranze etniche curde e armene, forze laiche che non si sentono rappresentate da un governo filo-islamico e singolarità di ogni genere hanno deciso di ritrovarsi dopo giornate di incontri-dibattito quotidiani nei principali parchi della città, per partecipare a questa giornata di riapertura del parco. Come è immaginabile, i manifestanti hanno trovato schierati i poliziotti per impedirgli il passaggio, il Governo ha vietato tutte le forme di raduno non autorizzato. Così sono ripartiti i consueti lanci di lacrimogeni verso la folla, idranti misti a sostanze urticanti. Il bilancio attorno alle 10 era abbastanza pesante: si contavano una ottantina di arresti, molti i ferit e il ritrovamento di proiettili, non di gomma. Verso le 23.00 circa 400 persone entravano al parco. Manifestanti resistenti ma il parco simbolo della protesta è stato nuovamente chiuso.