Viterbo, il Comune in guerra contro i piccioni

25/07/2013 di Redazione
Viterbo, il Comune in guerra contro i piccioni

Non sarà facile, ma il comune di Viterbo ha deciso di eliminare una volta per tutte il problema del guano dei piccioni che sporca case e monumenti del centro storico, corrosi dalle sostanze acide contenute negli escrementi, bagno di coltura di microrganismi dannosi anche per le salute umana. "Tante lettere di lamentele e richieste di intervento da parte di residenti e operatori commerciali, ma la lotta sembra impari", lamenta l'assessore al centro storico Alvaro Ricci, cui il sindaco Leonardo Michelini ha demandato la risoluzione di una problematica complicata, perché il piccione trova nel tessuto urbano edificato un habitat ideale. A piazza San Pellegrino il sottotetto di palazzo degli Alessandri ela torre Scacciaricci(dove è depositato l'archivio storico della Provincia) sono tra i luoghi più amati dalla specie. Per non parlare della torre di piazza San Simeone, o di via del Ganfione o del vicolo che costeggia la chiesa di Sant'Angelo in Spatha o di via del Suffragio che sono latrine gettonattisime dalle migliaia di esemplari di Columba livia (il torraiolo) e di Columba livia domestica (il domestico). "Nel nostro obiettivo prioritario di rendere più vivibile la città - continua Ricci - rientra anche la riduzione del numero degli animali a un valore accettabile". Come? Mezzi e metodi di dissuasione tradizionali (dissuasori elettrici o a spilli o a filo o a rete etc.) hanno una certa efficacia che però va a confliggere con le regole del decoro e dell'ornato. "L'Università, alla quale ci siamo rivolti per utili suggerimenti, sta mettendo a punto procedure di lotta ai piccioni innovative". Intanto si ricorre a strategie di emergenza per proteggere i monumenti dal degrado: ad esempio la loggia nel Cortile del palazzo dei Priori è stata protetta da una (antiestetica) rete metallica, dalla balaustra fino al tetto.